venerdì 10 febbraio 2017

Il metodo del coccodrillo

Autore: Maurizio De Giovanni
Editore: Einaudi
Collana: Stile Libero Big
Anno di uscita: 2016
N° Pagine: 292
Prezzo: 14.00 €

Pubblicato originariamente nel 2012 per Mondadori e ristampato nel 2016 nella collana di Einaudi Stile Libero Big, “Il metodo del coccodrillo” è un libro giallo scritto da Maurizio De Giovanni.
Ambientato in una Napoli contemporanea, in cui l'indifferenza sembra diventata una nuova piaga sociale e chi vuole può uccidere restando invisibile, questo volume si distacca dalla produzione letteraria precedente dello scrittore partenopeo, in cui un triste commissario della regia polizia, Luigi Alfredo Ricciardi, si muove nel capoluogo campano degli anni '30 del novecento, ma non per questo è meno bello e affascinante.
In questa cittadina, che non è come a prima vista si potrebbe immaginare ma decadente, cupa, opprimente, distratta e confusa, un misterioso killer, che lascia sulla scena del crimine fazzoletti bagnati di lacrime e che per questo viene soprannominato “Il coccodrillo”, colpisce vittime all'apparenza casuali: il figlio di una infermiera senza marito, la rampolla di una famiglia borghese e l'unico erede di un medico famoso, vedovo e dedito unicamente al lavoro.
A lui si contrappone l'ispettore Giuseppe Lojacono, un anonimo funzionario di polizia molto tormentato ed emarginato, che sopravvive tra una partita a scopa con il computer e l'altra, separato dalla moglie e lontano da una figlia adolescente che non vede da tempo, dopo essere stato allontanato dalla squadra mobile di Agrigento a causa di accuse da parte di un pentito di collusione con la mafia.
Questo ennesimo poliziotto, che è diventato in seguito protagonista della serie di romanzi iniziata con “I bastardi di Pizzofalcone”, da cui è stato tratto anche l'omonimo serial televisivo, richiamato in servizio per il suo fiuto nelle indagini, insieme al sostituto procuratore sardo Laura Piras, si muoverà nei meandri di una metropoli che sonnecchia tra pioggia e mare e scoprirà che dietro a questi omicidi, apparentemente scollegati tra di loro, si nasconde una storia di amore e di vendetta.
Opera dura, disperata, realistica, ruvida, dalla scrittura solida e diretta e dalle ambientazioni uggiose e tetre, “Il metodo del coccodrillo” vede fronteggiarsi due persone, molto ben connotate sia fisicamente che psicologicamente, a prima vista molto diverse tra loro ma che, con lo scorrere della narrazione, si scoprirà avere molte caratteristiche in comune.
Ai due, fanno da contorno una moltitudine di personaggi, dalle peculiarità proprie e ben definite, che insieme agli ambienti, che comunicano tristezza e solitudine, delineano una storia che, nonostante abbia toni e caratteri del noir, tocca argomenti sensibili e delicati e lascia il lettore esterrefatto e commosso di fronte ad un finale toccante e inaspettato.
Alla luce di quanto scritto, possiamo quindi affermare, senza paura di smentite, che la lettura di questo libro, piacevolissimo, dallo stile impeccabile e semplice, scritto da un autore che dedica molta attenzione al background e agli attori di una vicenda avvincente, concitata e non banale, sia caldamente consigliata non solo agli appassionati di letteratura gialla, ma anche a chi voglia aver a che fare con eroi a tutto tondo e con storie intense e profonde che facciano riflettere.

mercoledì 8 febbraio 2017

Pagine ingiallite [3] Francesco Mastriani e “Il mio cadavere”

Francesco Mastriani
Intellettuale trasversale la cui produzione attraversa tutto l' 800, Francesco Mastriani nasce a Napoli nel 1819 da agiata famiglia borghese.
Attivo giornalista, drammaturgo, precursore della narrativa sociale e di denuncia e anticipatore dei temi che hanno condotto alle grandi correnti del verismo e del meridionalismo, questo artista è interessante per questa rubrica dedicata al giallo perché è l'autore de “Il mio cadavere”, considerato da molti studiosi il primo libro di questo genere ad esser stato scritto in Italia.
Pubblicata nel 1852 a puntate sulle pagine del quotidiano partenopeo Roma e in volume nel 1853 dall'editore Rossi di Genova, quest'opera, sullo sfondo della Napoli del 1826, narra le vicissitudini di quattro persone: Daniele, un giovane maestro di musica che nel corso della narrazione si scoprirà essere ben altro, Lucia, che si ritrova a far da madre ai propri fratelli dopo la dipartita dei propri genitori, Edmondo, un ricchissimo baronetto vittima del proprio tenore di vita decisamente dissoluto ed Emma, ereditiera di una nobile famiglia spagnola.
Questi personaggi, a cui fanno da contorno numerose altre figure minori fondamentali però per la felice risoluzione delle trame del testo in cui confluiscono elementi vari e diversi in un intreccio ricchissimo e appassionante, hanno in comune il legame con un cadavere e sono protagonisti di vicende amorose e nere che, pur se concepite più di cent'anni fa, non sfigurerebbero in un romanzo giallo odierno.
Un tratto che differenzia quest'opera dalla produzione letteraria noir moderna sta nel fatto che in questo volume non c'è il classico investigatore o funzionario di polizia che esegue indagini sulle morti di cui è disseminato il romanzo.
La narrazione in terza persona è affidata ad una figura esterna che, oltre a rendere partecipe il lettore delle azioni, delle considerazioni e dei pensieri dei protagonisti, presenta le numerose persone che si incontrano nel dipanarsi della vicenda.
Una curiosità da mettere in evidenza è che nel 2010, esattamente 158 anni dalla pubblicazione originaria, questo testo, scritto originariamente in un italiano ottocentesco, è stato riscoperto dal giovane scrittore viareggino Divier Nelli che, dopo averlo rivisitato alleggerendone la lingua senza nulla togliere o aggiungere però alla trama originaria avvincente e ricca di colpi di scena, lo ha reso il primo titolo dei Gialli Rusconi, collana, che affianca opere inedite e contemporanee a testi del passato, dedicata dal gruppo editoriale emiliano Rusconi Libri alla narrativa di tensione italiana e straniera.
Quest'operazione, che ha fatto storcere il naso ai puristi, si inquadra nella volontà dell'autore versiliese di restituire alla moltitudine degli appassionati il piacere della riscoperta dei classici della letteratura del passato e di permette ai lettori moderni di affrontare questo romanzo con più agio e di apprezzarlo.
Alla luce di quanto scritto non si può quindi che lodare Nelli per la coraggiosa operazione attuata e consigliare la lettura di questo testo, che per trama e colpi di scena non ha niente da invidiare alla produzione contemporanea, ad ogni appassionato di letteratura di genere e non.


giovedì 2 febbraio 2017

Musica Nera

Autore: Leonardo Gori
Editore: TEA
Data di uscita: Febbario 2017
N° Pagine: 350
Prezzo: 14.00 €

"Musica nera", libro uscito nell’aprile 2008 per la casa editrice Hobby & Work e ristampato nel 2017 da TEA, dopo che numerosi capitoli sono stati riscritti e alcuni inediti, fra cui una "coda" di Marco Vichi che anticipa la nuova storia bordelliana, sono stati aggiunti, è un romanzo dello scrittore fiorentino Leonardo Gori che ha per protagonista il colonnello dei carabinieri Bruno Arcieri.
Ambientata nella Versilia del 1967 alle porte del boom economico, la vicenda inizia con con la morte di un ammiraglio in pensione annegato in una fossa di liquami industriali.
Ai funerali partecipa anche l’amico Bruno Arcieri, ex colonello del Sifar, Servizio Informazioni Forze Armate, ormai sessantenne e sempre di più alle prese col suo passato, cui l’incidente lascia qualche dubbio.
A questi dubbi si somma un’altra stranezza, un gruppo di donne vestite di nero che ogni sera scruta il mare in silenzio.
Sarà però la musica jazz, passione del protagonista durante la sua giovinezza, suonata dalla tromba di un misterioso musicista dal nome d’arte di Tom, a condurlo in una trappola assassina, a cui sfugge per miracolo.
Proprio per darsene ragione e scoprire le radici di vari omicidi insoluti, come tra gli altri quello di una famiglia ebrea massacrata nel 1944, di un faccendiere legato ai servizi segreti di Salò e dell’equipaggio di un sommergibile colato a picco nel Tirreno, Arcieri condurrà un’indagine privata.
Questi misteri, destinati a scoperchiare un intrico di trame eversive e interessi personali di assoluto cinismo, che sporcano l’Italia del 1945 come quella del boom economico, sonno tutti collegati alla guerra, all’armistizio dell’otto settembre del 1943, al cambio di alleanze e ad ex fascisti che sono riusciti a cambiare faccia prima di essere messi al muro o arrestati.
Un intreccio torbido, con doppi e tripli giochi che coinvolgono anche servizi segreti esteri e alcuni ex colleghi di Arcieri.
Giochi in cui egli stesso diviene, in qualche modo, una pedina per un disegno, per un piano che non riesce nemmeno a comprendere fino in fondo.
E alla fine del libro un’ultima incredibile sorpresa che lascia l’amaro in bocca al lettore per l’immediatezza con la quale si conclude la vicenda.
Romanzo poliziesco ad alta tensione che, come la musica jazz che gli fa da sfondo, è caratterizzato dai cambi di ritmo e basato su improvvisazioni e virtuosismi, "Musica Nera" è un viaggio nella memoria di una generazione che ha ricostruito l’Italia a favore di tutti ma per il vantaggio di pochi e una rievocazione storica di una pagina fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese.
Leonardo Gori, giallista abilissimo dotato di una notevole padronanza della trama e ben attento alla psicologia dei personaggi, raduna e intreccia da maestro una serie di temi civili e politici che ancora condizionano il nostro presente, plasmandoli in un giallo esplosivo, indignato, col cuore in gola e senza un attimo di tregua.
Da notare infine la contrapposizione forte tra il personaggio di Arcieri ed il contesto storico e culturale in cui si trova ad agire.
Se nelle prime storie che lo riguardano ad un personaggio dai forti e solidi ideali si contrapponeva un’Italia tormentata dalla guerra e dagli scempi, sia fisici che morali, dei nazifascisti, in questo romanzo in particolare si ha al contrario un personaggio molto tormentato che agisce sullo sfondo di una Versilia fiorente come non lo è più stata.
Un ultima curiosità da sottolineare poi, è che anche in questo libro compare, in un cameo, il personaggio del commissario Bordelli, protagonista dei romanzi di Marco Vichi in un gioco di rimandi tra i due autori che ormai è diventato consuetudine.
Da segnalare infine, ancora una volta, la splendida copertina del pittore e illustratore Francesco Chiacchio.

domenica 29 gennaio 2017

I casi di Sherlock Holmes

Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Berardi
Disegni e copertina: Giorgio Trevisan
Editore: Microart's Edizioni
N° pagine: 88
Data d'uscita: Ottobre 2000
Prezzo: € 18,00

È uscito nel mese di ottobre del 2000 per la casa editrice di Recco “Microart's Edizioni” nella collana “Le Mani Comics” “I casi di Sherlock Holmes”, un volume di grande formato che raccoglie l'adattamento a fumetti, realizzato originariamente a partire dal 1986 per la rivista “L'Eternauta”, di “Uno scandalo in Boemia”, “Un caso di identità” e “La lega dei Capelli Rossi”, tre racconti che fanno parte delle opere che hanno per protagonista il detective creato, alla fine degli anni '80 del XIX secolo, da Sir Arthur Conan Doyle.
Sceneggiate da Giancarlo Berardi, che pur non discostandosi, se non per qualche piccola variazione di contenuto, dalle composizioni originali dello scrittore scozzese ha interpretato con estrema modernità i caratteri del famoso investigatore privato e del suo aiutante e amico il dottor John Watson, queste storie sono illustrate, con un tratto dalle molte linee che esaltano le ombre, l'espressività dei volti e i fisici dei personaggi principali, le cui fisionomie si basano su quelle degli attori Basil Rathbone e Nigel Bruce, e dei numerosi comprimari, da Giorgio Trevisan, disegnatore e pittore che, oltre che su queste avventure, ha affiancato Berardi su serie di grande successo come “Ken Parker” e “Julia”, testata per cui ha disegnato anche il celebrativo numero cento.
E il segno fine, cupo e allo stesso tempo estremamente raffinato dell'autore di Merano, fa assaporare al lettore anche le atmosfere nebbiose e velate di fumi della Londra di fine ottocento, ricostruita alla perfezione con zone esclusive a cui si contrappongono quartieri malfamati e brulicante di accattoni, delinquenti dal coltello facile e donne di malaffare, teatro ideale per storie di misteri e intrighi.
Sono presenti inoltre numerosi piccoli particolari che differenziano queste opere da quelle letterarie.
Le vicende che vedono Sherlock Holmes risolvere brillantemente i casi che gli vengono sottoposti sono narrate in prima persona e non, come avviene nei romanzi e nei racconti che compongono il canone, attraverso ricordi o appunti del dottor Watson, che è comunque sempre presente.
Non si fa riferimento all'uso che il protagonista fa di droghe, come morfina e cocaina, mentre sono messe in risalto la passione del personaggio per il violino, che suona con grande maestria, e il fumo della pipa, attività con cui si concentra e riorganizza le idee.
Una curiosità da mettere in evidenza infine è che in appendice al volume si trova un'interessante approfondimento, a cura di Renato Venturelli, sull'epopea cinematografica di Sherlock con una bella panoramica sui principali interpreti del personaggio di Doyle.
Se proprio vogliamo trovare una piccola pecca, la mancanza di una copertina rigida e le poche pagine di cui è composta, sebbene siano stampate su carta satinata pesante, non giustificano il prezzo a cui la pubblicazione viene venduta.
Nonostante ciò però si può affermare che questo libro, molto bello e dall'impatto visivo di grande effetto, soddisferà sia gli appassionati di fumetto d'autore che quelli di letteratura gialla classica.

giovedì 26 gennaio 2017

Altai & Jonson

Soggetto e sceneggiatura: Tiziano Sclavi
Disegni e copertina: Giorgio Cavazzano
Editore: Editoriale Cosmo
Data d'uscita: Aprile 2017

Ad aprile del 2017 uscirà la ristampa delle storie di Altai & Jonson, di Tiziano Sclavi e Giorgio Cavazzano, raccolte in volumetti formato bonellide dai tipi dell'Editoriale Cosmo.
Il giovane e mingherlino Michael Altai e il baffuto e più maturo Sarno Jonson sono una rinomata “strana” coppia di investigatori privati che vivono e lavorano a San Francisco.
I due, come ogni detective che si rispetti, hanno stabilito il loro quartier generale in un ufficio che avrebbe un urgente bisogno di una risistemata e, nonostante vivano nell’unica città d’America che ha un servizio di tram, poiché perennemente senza un dollaro, si spostano su uno scassatissimo maggiolone.
Il loro peggior nemico è il terribile gangster di San Francisco Julius Caesar e il loro referente il tenente Kennan, della polizia della città, che non li vede di buon grado.
Nonostante ciò, Altai e Jonson si distinguono per le loro imprese brillanti, anche quando, ed è la norma, i casi che devono gestire sono incredibilmente strampalati e all’apparenza addirittura irrisolvibili.
Creati da Tiziano Sclavi, lo sceneggiatore di Dylan Dog, e da Giorgio Cavazzano, uno dei più conosciuti e apprezzati disegnatori di storie Disney, le avventure a sfondo umoristico di questa coppia di detective furono pubblicate originariamente sul Corriere dei Ragazzi a partire dal 1975.
In seguito sono state ripubblicate sulle riviste Corrierboy, Il Mago e Orient Express e poi raccolte, in una serie di albi cronologici, da Alessandro Distribuzione di Bologna, da Edizioni Montego e in un volume di quasi 300 pagine da Edizioni BD.
Nel concepire la serie, Tiziano Sclavi pensava a uno stile realistico, come ricordò lui stesso: “Altai & Jonson non sono nati per un disegno così, ma per un disegno serio”.
Il merito dell’ibrido fu di Barberis, allora direttore de Il Corriere dei Ragazzi.
Fatto sta che le due prime storie di A&J furono una cosa, e le successive un’altra cosa, perché scritte pensando al disegno di Giorgio.
Comunque siano andate le cose, in questa serie giallo-ironica, la sintesi narrativa del geniale Sclavi si fonde perfettamente con lo stile nervoso e moderatamente grottesco di un Cavazzano vicino alla perfezione grafica.

martedì 31 maggio 2016

Basette

Paese: Italia
Anno: 2008
Durata: 16 min.
Regia: Gabriele Mainetti
Soggetto: Nicola Guaglianone
Sceneggiatura: Nicola Guaglianone
Produttore: Emiliana De Blasio, Gabriele Mainetti
Produttore esecutivo: Emiliana De Blasio
Interpreti e personaggi
Valerio Mastandrea: Antonio/"Lupin"
Marco Giallini: "Jigen"
Daniele Liotti: "Goemon"
Luisa Ranieri: "Fujiko"
Flavio Insinna: "Zenigata"
Lidia Vitale: Madre di Antonio
Santa De Santis: Amica della madre
Angelo Puzzutiello: Padre di Antonio
Alessandro Giordani: Poliziotto #1
Riccardo Ponis: Poliziotto #2

"Basette", realizzato nel 2008 da Gabriele Mainetti, attore musicista e regista romano, è un cortometraggio, interamente italiano, ispirato alle gesta del più amato ladro del panorama dell’animazione giapponese: Lupin III.
Nei suoi sedici minuti di durata, in bilico tra realtà e finzione, tra ambientazioni italiane e personaggi giapponesi, narra la storia di quattro ragazzi di borgata, innamorati delle gesta della combriccola del ladro gentiluomo, malviventi per il gusto di farlo ma con un grande senso dell’onore, che trovano la morte durante una rapina ad un ufficio postale.
Interpretata da un cast d’eccezione che si è da subito appassionato al progetto: Valerio Mastandrea, che presta il volto a Lupin III, Marco Giallini, nella parte di un perfetto Jigen, Daniele Liotti, nel ruolo di un particolare Goemon, Luisa Ranieri, che impersona una notevole Fujiko e Flavio Insinna un fantastico Zenigata, quest’opera, prodotta dallo stesso Mainetti con Emiliana De Blasio e distribuita dalla Blue Suede Shoots, è stata presentata in molti festival ed ha vinto numerosi premi tra cui quelli come miglior corto al Sardinia Film Festival e al festival del corto del programma della rete televisiva LA7 “La 25a ora”.
Oltre agli attori, tutti volti cinematografici e televisivi conosciuti, un notevole apporto alla pellicola, pervasa da una forte ironia data dalla contrapposizione fra personaggi e ambientazioni, è stato dato dal famoso direttore della fotografia Maurizio Calvesi che, con la sua esperienza, professionalità e sicurezza, ha creato un perfetto mix tra azione e storia di vita vissuta e ha esaltato le atmosfere intimiste strizzando l’occhio al ritmo proprio del cartone animato.
I personaggi poi, sono molto fedeli come movenze e come aspetto a quelli dei fumetti dedicati al ladro gentiluomo creato da Monkey Punch.
I costumi sono molto simili a quelli degli anime e alcune scene, come quella di Fujiko che corre in moto verso il tramonto, o di Goemon che affetta due poliziotti con la sua affilatissima katana sono riprese pari pari da questi.
L’unica pecca, se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo, che però è funzionale a sottolineare che la vicenda di Lupin è raccontata attraverso una fantasia di Antonio, il personaggio interpretato da Mastandrea, sta nella parlata romanesca dei protagonisti che alla lunga fa si che lo spettatore non riesca del tutto a calarsi nell’atmosfera da cartone animato giapponese che pervade il film fin dall’inizio.
Nonostante ciò, come hanno dimostrato i numerosi premi vinti, questo cortometraggio è molto valido e quindi c’è da auspicarsi che esca dal circuito di nicchia dei festival e sia distribuito nelle sale o nel circuito dell’home video.

Chi volesse vedere l'opera la può trovare al seguente link:
https://www.youtube.com/watch?v=NMs7lQt9DsA

lunedì 9 maggio 2016

La letteratura noir passa per Torre del Lago

Veduta di Torre del Lago
Torre del Lago Puccini è una frazione di Viareggio, comune in provincia di Lucca, situata vicino al mare e a ridosso della pineta e del parco di Migliarino.
Deve il suo nome ad una torre del XV-XVI secolo costruita dalla famiglia Guinigi, chiamata prima Torre Guinigi e poi Torre del Turco, che sorge sul vicino lago di Massaciuccoli.
Al nome originario di Torre del Lago è stato aggiunto nel 1925 quello di Puccini per rendere omaggio al grande musicista Giacomo Puccini che qui visse a lungo e compose molte delle sue celeberrime opere liriche.
Proprio per la sua posizione felice, la caccia e la pesca sono molto diffuse in questo piccolo centro e l’amenità della natura e la bellezza dei monumenti del luogo lo rende meta di turismo, soprattutto nel periodo estivo.
Fabrizio Malfatti
Nel corso degli anni, Torre del Lago è diventata anche patria di scrittori di ottima letteratura poliziesca.
Francesca Monica Campolo
In questo frangente parleremo di due libri, entrambe appartenenti al genere noir, di scrittori del luogo: Fabrizio Malfatti, sottufficiale di marina che risiede a Torre del Lago con la famiglia e da tempo è un grande appassionato di letteratura gialla, che con “Ombre dal passato”, ottimo romanzo d’esordio pubblicato dal Gruppo Editoriale Kimerik di Messina, narra, sullo sfondo di una cittadina di provincia americana, una vicenda d’omicidio dalla trama avvincente di cui non si scopre il colpevole fono alle ultime pagine e dell’autrice, alessandrina di nascita ma torrellaghese d’adozione, Francesca Monica Campolo che ne “Le ombre lunghe”, suo quinto romanzo pubblicato dalla viareggina Giovane Holden Edizioni, dà vita a una vicenda nera e cupa legata alla doppia identità di una donna che non è quella che si crede a prima vista.
Due lavori dalla trama molto diversa ma con molte similitudini per quanto riguarda la tensione che esercitano sul lettore e la crudezza di alcuni eventi che si trovano al loro interno .
Senza ulteriori indugi pertanto, passo quindi a presentare i libri degli autori.

Ombre dal passato

Di: Fabrizio Malfatti
Editore: Edizioni Kimerik
Data Di Uscita: Aprile 2008
N° pagine: 176
Prezzo: € 8,00

Pubblicato nell’aprile 2008 dal Gruppo Editoriale Kimerik di Messina, “Ombre dal passato” costituisce il lavoro d’esordio di Fabrizio Malfatti, sottufficiale di marina da tempo grande appassionato di letteratura gialla, che con questo libro ha saltato la barricata che separa il semplice lettore dallo scrittore di mestiere.
Ambientato sullo sfondo di una cittadina di provincia americana, questo romanzo narra una vicenda d’omicidio dalla trama avvincente di cui però non si scopre il colpevole fino alle ultime pagine.
I personaggi che danno vita alla vicenda narrata sono i classici protagonisti di un telefilm di ambientazione statunitense: c’è un ispettore che indaga aiutato da un poliziotto che funge da “capo della scientifica”, c’è uno sceriffo, un sindaco, un giudice, una gestrice di una tavola calda che deve accudire e mantenere da sola una figlia.
Merito dell’autore è comunque aver dato loro una personalità e uno spessore psicologico ben definito non relegandoli a mere pedine che si muovono in un ambiente diverso da quelli abituali per uno scrittore non anglosassone che comunque Malfatti sembra padroneggiare con grande maestria.
C’è un omicidio quindi, c’è un ispettore che indaga, ma fino alla fine non c’è un cattivo.
Il colpevole si scopre infatti solo nelle ultime pagine del libro dove improvvisamente la narrazione che fino ad allora si era fermata su dettagli minuscoli e apparentemente irrilevanti si svela.
Per quanto riguarda lo stile, molto chiaro e preciso, si sentono influenze di letture, che l’autore ha molto presenti, che spaziano dai libri gialli classici alla Agata Christie ed Ellery Queen a quelli più recenti come i thriller a sfondo storico di Tom Clancy e quelli che hanno per protagonista Lincoln Rhyme e l’agente Speciale Pendergast scritti da Jeffery Deaver, Douglas Preston e Lincol Child.
Ad una scirttura limpida e scorrevole fanno da sfondo descrizioni che indugiano su particolari, a prima vista insignificanti, che poi si riveleranno determinanti per la risoluzione della vicenda.
Il tutto sullo sfondo di una cittadina i cui scorci e la cui gente viene descritta in modo molto accurato.
Alla luce di quanto scritto non possiamo quindi che applaudire Fabrizio Malfatti per il suo romanzo d’esordio avvincente e accuratamente scritto la cui lettura è consigliata sia agli amanti della buona letteratura noir che dei romanzi d’ambientazione statunitense. 

Le ombre lunghe

 Di: Francesca Monica Campolo
Editore: Giovane Holden Edizioni
Data Di Uscita: Ottobre 2007
N° pagine: 260
Prezzo: € 12,00

È uscito nel mese di ottobre del 2007, per la casa editrice viareggina Giovane Holden Edizioni, il quinto romanzo della giovane e promettente autrice, alessandrina di nascita ma torrellaghese d’adozione, Francesca Monica Campolo dal titolo “Le ombre lunghe”.
Thriller intenso e intrigante, ambientato tra Viareggio e Roma, il libro inizia con il ritrovamento del cadavere di una persona, senza che venga spiegato chi sia né chi l'abbia uccisa.
La narrazione, che ruota intorno a una giovane donna, Nadia Martini, misteriosa proprio per la sua apparente semplicità, prosegue poi con gli antefatti, raccontando, nell’arco di qualche anno, le circostanze che hanno portato a quell’omicidio.
Il lettore farà così la conoscenza oltre che della protagonista, che nel corso della vicenda si scoprirà essere ben diversa da come viene presentata all’inizio del romanzo, di numerosi personaggi di contorno tutti molto credibili e ben delineati.
Altra caratteristica fondamentale del libro, volta a far luce sulla vita, le frequentazioni e gli amori di Nadia Martini, è lo sfalsamento tra le vicende presenti che la riguardano, che si svolgono in una Viareggio descritta con una dovizia di particolari davvero ammirabile, e quelle passate, ambientate in una Roma nera, torbida, sfondo ideale per le storie che si svolgono in quel luogo.
Lo stile scarno e incisivo e la capacità dell’autrice di narrare con estrema credibilità oltre alla vicenda nera, che si ispira in alcuni tratti ad una storia vera, anche fatti della vita quotidiana dei personaggi, che potrebbero riguardare la maggior parte della gente comune, rendono poi quest’opera avvincente e di piacevole lettura.
Fondamentali nel libro allo stesso modo dei personaggi sono le crisi di panico, descritte con molta precisione e accuratezza, che affliggono la protagonista e danno il via alla vicenda narrata nel romanzo.
Da sottolineare infine che l’unico personaggio reale che compare all’interno del testo è il pittore viareggino Gioni David Parra.
Nel libro infatti viene citato e vengono descritte le sue opere.
Una sua tela, nera e cupa come la vicenda narrata ma di grande impatto, è stata inoltre utilizzata come copertina del romanzo.