Autore: Pasquale Sgrò
Editore: Corbaccio
Data di Pubblicazione: Novembre 2025
Pagine: 192
Prezzo: € 16,90
Pubblicato dalla casa editrice Corbaccio di Milano, “L’altro ispettore. Vietato Pensare” è un romanzo di Pasquale Sgrò, scrittore calabrese di nascita ma, ormai da tempo, toscano d’adozione.
Nonostante sia un giallo, in quest’opera il lettore si troverà di fronte ad un’indagine molto particolare, condotta non da investigatori con pipa e bombetta o da infallibili detective ma da personaggi che raramente sono rappresentati nella letteratura di genere.
Protagonista del libro è infatti Domenico Dodaro, che, come l’autore, è un ispettore del lavoro.
Dopo la morte improvvisa della moglie, decide di tornare nella città dov’è cresciuto, Lucca.
Questa decisione, oltre che un tentativo di ricomporre un’esistenza frammentata e di affrancarsi da un mondo che gli sta crollando addosso, rappresenta una necessità.
A Lucca infatti vive sua madre, che può prendersi cura di Mimì, la figlia adolescente.
Oltre a lei ritrova la sorella Lucrezia e Alessandro, un amico di famiglia paraplegico in seguito a un incidente in cantiere, avvenuto molti anni prima, dove il padre di Domenico aveva perso la vita.
Quest’uomo, ordinario pieno di rimpianti e di debolezze, che ci viene mostrato spesso alle prese con la burocrazia e con la vita d’ufficio, è chiamato ad indagare sulla morte di Karina Bogdani, una giovane operaia tessile e ballerina piena di sogni, stritolata dall’orditoio di una nota industria, episodio che si rivelerà molto più complesso di un semplice incidente.
Domenico viene così coinvolto in un’inchiesta in cui, scavando a fondo tra ciò che è consentito e ciò che è soltanto permesso, vengono a galla le pecche di un mondo del lavoro crudele e brutale.
Fondamentale per la risoluzione del caso è il rapporto con i colleghi, uno su tutti il brigadiere Mario Mariotti, e l’incontro con Raffaella Pacini, pubblica ministero e amica d’infanzia, con la quale condivide, oltre alla sete di verità e giustizia, tanti ricordi del passato e una bella amicizia da recuperare.
Raffaella è un personaggio che non sovrasta il protagonista ma lo affianca costituendo con lui una coppia affiatata e credibile.
Per quanto riguarda le ambientazioni, sono molto curate e baste su scorci che lo scrittore conosce molto bene.
La Lucca in cui si muovono gli attori degli eventi è estremamente riconoscibile con le mura, i vicoli e i quartieri industriali, che fanno da cornice a una storia ricca di pathos.
Lo stile di Sgrò è incisivo e senza fronzoli.
Ambienti e procedure vengono descritti a in modo netto e con grande realismo.
Si parla di sicurezza sul lavoro, dignità e giustizia con un tono semplice ed efficace, che ci ricorda quanto spesso diamo per scontate certe tragedie.
Quest’opera, che indaga non solo un caso, ma la società e l’animo umano, è consigliata a chi ama i thriller che sanno essere profondi, ai lettori che cercano personaggi reali e non stereotipati e a chi apprezza i libri che spingono a porsi domande, anche quelle che non è conveniente fare.






