mercoledì 9 aprile 2014

Pagine ingiallite [2] Jarro e “I ladri di cadaveri”

Jarro in cucina
sulla copertina dell'Almanacco Gastronomico del 1913
Romanziere, studioso di letteratura e storico, giornalista, critico teatrale attento, umorista, "giallista", esperto di gastronomia, intimo di Gabriele D’Annunzio che accompagnò durante la permanenza a Firenze, Giulio Piccini, in arte Jarro, tra i suo i contemporanei lasciò un segno indelebile.
Tra le sue opere più note si ricordano la pubblicazione, a sua cura, degli scritti di Dante Alighieri, di Andrea Cavalcanti, di Pietro Giordani, di Guido Vernani e di Jacopo Alighieri e la creazione di uno dei primi poliziotti seriali della letteratura italiana, il commissario Lucertolo, che apparve come protagonista in quattro romanzi pubblicati dalla Treves tra il 1883 e il 1884, anticipando Conan Doyle - che solo nel 1887 darà vita al suo Sherlock Holmes - di ben quattro anni.
Conobbe un discreto successo anche come gastronomo a partire dagli anni ottanta del XIX secolo, quando il quotidiano fiorentino "La Nazione" accoglieva nelle sue colonne, settimana dopo settimana, i suoi articoli di cucina.
Pubblicò inoltre volumi leggeri e intriganti sul teatro, a carattere critico, umoristico e aneddotico, parlando di cantanti, attori e attrici, acrobati, concertisti, musicisti, mimi e ballerine; biografie di uomini politici e un volume che, già nel 1910, apriva le porte alla nuova arte del cinema.
Nel 2004, grazie alle ricerche del giornalista veronese esperto di letteratura popolare Claudio Gallo, è uscito, per la casa editrice Aliberti di Reggio Emilia, “I ladri di cadaveri", romanzo scritto da Jarro nel l883 e ambientato nella Firenze degli anni trenta dell’ottocento.
L'opera, che affina gli elementi del feuilleton ottocentesco ponendo le basi per il giallo italiano contemporaneo, inizia con una descrizione dell'Osteria del Frate, un posto situato in mezzo a terreni incolti in una zona appartata e solitaria della periferia di Firenze, poco fuori Porta della Croce.
Qui bazzicano precettati e sospetti, un'accozzaglia di gente rozza, audace e manesca.
Un luogo ideale per mettere a segno rapine e delitti.
Proprio nella taverna si scatena di notte una furibonda rissa con conseguente accoltellamento e, verso l'alba, viene addirittura ritrovato davanti a quel postribolo un calesse con il cadavere di un uomo decapitato alla guida.
Poche ore dopo una donna spaventata e in stato confusionale si presenta al commissariato di Valfonda.
Sotto il braccio la poveretta tiene un altro macabro reperto: una mano di donna.
E, prima ancora che la polizia possa mettersi in moto, una testa mozzata viene rinvenuta in un'altra zona della città e nella Torre degli Amieri viene ritrovata un'orrenda pozza di sangue che preannuncia altre terribili morti.
Poco alla volta si diffonde la notizia che un terribile assassino si aggira per i sobborghi della città.
Un uomo che si diverte a disseminare Firenze con pezzi disarticolati delle sue vittime.
Chiamato a svolge re le indagini è Domenico Arganti, detto Lucertolo , commissario di Santa Maria Novella, animato da una foga inestinguibile e da una smania frenetica.
Nato quattro anni prima di Sherlock Holmes, come l'illustre collega utilizza - nell'analizzare indizi e scene del crimine - il metodo deduttivo; è abile nei travestimenti e si serve del popolo basso per cercare informazioni.
La sua bravura nell'interpretazione degli indizi e la formulazione di ipotesi sovente esatte portano poi ad una naturale antipatia nei suoi confronti.
Nonostante tutto però la capacità di sporcarsi le mani, di mischiarsi con la gente del popolo e l'amore per la famiglia lo rendono un personaggio non del tutto odioso agli occhi dei lettori.
Il libro, scritto in un italiano semplice con l'uso di alcuni termini toscani ottocenteschi, è ambientato nella Firenze dei reietti, dei conciatori, dei locandieri.
Le vicende torbide, la morbosità di alcuni personaggi, l'ambientazione notturna, le segrete e i messaggi clandestini rimandano ad alcuni aspetti di capolavori della letteratura gotica.
Jarro - sebbene con ogni probabilità conoscesse Poe, inventore dei capisaldi della letteratura poliziesca moderna - ha studiato verbali ed atti processuali fiorentini al fine di dare connotati credibili a indagini e inchieste, fulcro delle vicende.
Nonostante manchi la leggerezza di certi episodi, anche i più raccapriccianti, del romanzo d'appendice, questo libro non è una lettura impegnativa.
Da segnalare infine l'introduzione critica di Luca Crovi e la postfazione di Claudio Gallo che danno al lettore indicazioni precise sul periodo storico in cui è ambientato il romanzo e alcune informazioni biografiche sull'autore.
Lettura obbligatoria per gli amanti del giallo, quest'opera è anche consigliata a chi cerca un'abile ricostruzione di un delitto in un'ambientazione non consueta come quella della Firenze del 1836.

Copertinae edizioni Aliberti

mercoledì 26 marzo 2014

Sette misteri per Sherlock Holmes

Autore: Enrico Solito
Editore: Hobby & Work Publishing
Collana: Mystery Pocket
Data di uscita: Gennaio 2000
N° Pagine: 284
Prezzo: € 5,90

Sono poche le persone, siano appassionati di letteratura poliziesca o semplici curiosi, che non conoscono, almeno per sentito dire, Sherlock Holmes.
Questo personaggio letterario, creato dalla penna dello scrittore, medico e poeta scozzese Arthur Conan Doyle, svolge il lavoro di investigatore privato ed è protagonista di quattro romanzi e cinquantasei racconti appartenenti al genere del giallo deduttivo, pubblicati quasi tutti sulle pagine della rivista “Strand Magazine” a partire dal 1887, narrati dal dottor John Watson e passati alla storia col nome di canone holmsiano.
Nonostante l'ampia produzione letteraria riguardante il famoso detective, molte sono le opere di autori diversi dal suo creatore, che vengono chiamate “apocrifi”, dove si immagina Sherlock Holmes alle prese con eventi e personalità del suo tempo e con vicende e relazioni, che pur non entrando in contraddizione con queste, sono diverse da quelle descritte nel canone.
Rientrano in questa tipologia le composizioni presenti nel volume, uscito nel gennaio del 2000 nella collana “Mystery Pocket” della casa editrice milanese Hobby & Work, “Sette misteri per Sherlock Holmes” del neuropsichiatra infantile, romanziere fiorentino e affiliato dell'associazione sherlockiana italiana “Uno Studio in Holmes” Enrico Solito.
Questi scritti appartenenti agli archivi segreti del dottor Watson, avvincenti e perfettamente in linea con gli originali, vedono il leggendario poliziotto privato, attorniato dai comprimari di sempre, alle prese con delitti “impossibili” ed enigmi mortali.
Le ambientazioni sono quelle classiche e non mancano riferimenti a personaggi storici veramente esistiti come un giovane Charlie Chaplin, il famoso fisico tedesco Albert Einstein e lo stesso creatore dei personaggi di Holmes e Watson Sir Arthur Conan Doyle.
Un altro tratto di pregio di quest'opera è che al suo interno contiene sette illustrazioni, una per ogni componimento, realizzate dalle abilissime mani di Alba Di Ferdinando e Riccardo Colasante dell'associazione Altrimondi, scelte, tra oltre trenta lavori, dall'autore e dall’allora curatore delle collane della Hobby & Work, Luigi Sanvito.
Un'ultima curiosità da mettere in evidenza poi, è che concludono questo tomo, in cui si intrecciano finzione letteraria, la descrizione di persone reali e di fatti veramente accaduti e indagini poliziesche di altissimo livello, appendici in cui si traccia una biografia sommaria di colui a cui è dedicata la narrazione, si accennano le regole del grande gioco degli apocrifi e si traccia un elenco sommario delle associazioni che nel mondo sono state dedicate al famoso consulente investigativo inglese.
Alla luce di quanti scritto si può affermare quindi che questo libro sia una lettura obbligata per ogni appassionato di letteratura gialla classica e per chi, rimasto impressionato dalla lezione del canone holmsiano, abbia voglia di immergersi in nuove avventure che abbiano per protagonisti gli eroi creati da Sir Arthur Conan Doyle.

lunedì 10 marzo 2014

Blacksad 5: Amarillo

Soggetto e sceneggiatura: Juan Díaz Canales
Disegni e copertina: Juanjo Guarnido
Editore: Rizzoli/Lizard
N° pagine: 56
Data d'uscita: Febbraio 2014
Prezzo: € 17,00

A tre anni di distanza dall'uscita dell'ultimo tomo, ha visto finalmente la luce, pubblicato in Italia come i precedenti dalla casa editrice Rizzoli Lizard, il quinto volume cartonato di “Blacksad”dal titolo “Amarillo”.
Le graphic novel che compongono questa collana a fumetti, ricche di pathos e suspense, create dagli autori spagnoli Juan Díaz Canales, che ne scrive i testi, e Juanjo Guarnido, che si occupa dei disegni, sono ambientate in un America degli anni '50 popolata da animali antropomorfi, su cui sono trasposte tutte le tipologie e i tratti umani, resi con segno morbido e accattivante e dalle caratteristiche psicologiche ben delineate.
Personaggio principale delle storie, ispirate ai classici del cinema noir e del giallo hardboiled, è il gatto nero John Blacksad, di professione investigatore privato.
In questo episodio il roccioso e disincantato felino viaggia da New Orleans verso Amarillo in Texas alla ricerca dello scrittore beatnik Chad Lowell scappato con un compare a bordo di un'auto rubata.
Durante questa caccia all'uomo, che si dipana lungo le strade degli Stati Uniti meridionali con una puntata in Messico, il protagonista, e con lui il lettore, visiterà luoghi ostici, uno su tutti il circo Sunflower pieno di artisti che faranno di tutto per ostacolare le sue indagini, e incontrerà numerosi comprimari e antagonisti, tra cui spicca l'agente letterario e avvocato Neal Beato, che, tra siparietti comici e grandi scene d'azione, renderanno il racconto concitato e ricco di colpi di scena.
Sebbene abbia tratti comuni con gli altri libri della serie come testi che pescano a piene mani dalla letteratura americana, una narrazione che non si concede punti morti, eroi fortemente espressivi realizzati con un segno tondeggiante e ambienti resi da colori dai toni caldi, questo albo si differenzia dai precedenti per tematiche e ambientazioni.
Somiglia infatti più a un romanzo della Beat Generation che a un noir vero e proprio.
I toni sono più solari e meno tesi e il tema del viaggio prevale sulle questioni violente.
Anche la copertina, in quest'ottica, è stata realizzata con colori luminosi che le conferiscono un aspetto sereno e positivo.
Nonostante ciò quest'opera, il cui svolgimento è basato comunque su vicende di criminalità, costituisce una lettura che soddisferà pienamente sia gli appassionati di fumetti che quelli di letteratura gialla e cinema poliziesco.

lunedì 10 febbraio 2014

La firma

Testi, disegni, copertina: Nazareno Giusti
Editore: Tagete Edizioni
Collana: fumetticrudi
Data di uscita: Settembre 2011
N° Pagine: 128
Prezzo: € 7,00

È convinzione di molti che il fumetto, in quanto ritenuto a torto in Italia una forma d'arte minore legata esclusivamente ad un pubblico infantile, non sia indicato per raccontare storie incentrate su argomenti caldi come politica e impegno sociale.
Queste persone dovranno ricredersi dopo aver letto “La firma”, volume pubblicato per conto di Tagete Edizioni, che inaugura la collana, ideata e diretta da Gianluca Caputo, Fumetti Crudi.
Scritto e disegnato dal giovane autore barghigiano Nazareno Giusti, questo libro, attraverso il ritratto dell'operaio e sindacalista italiano Guido Rossa, assassinato durante gli anni di piombo dall'organizzazione di estrema sinistra delle Brigate Rosse, offre una lettura dei giorni del terrorismo molto approfondita dal punto di vista storico.
Fanno da cornice alla trama, molto accurata e precisa sia per quanto riguarda il contesto sociale e culturale di quegli anni che la biografia del personaggio introno a cui ruota la vicenda, tavole realizzate in modo naturale e semplice con vignette disposte in maniera istintiva ma funzionale alla narrazione senza inutili virtuosismi, schemi rigidi e griglie che renderebbero la lettura lenta e macchinosa.
I brevi capitoli in cui è divisa la storia sono introdotti da citazioni di giornalisti, magistrati, politici, vittime del terrorismo e gente della strada che sottolineano la drammaticità degli avvenimenti che hanno portato un uomo ad essere ucciso solo per aver compiuto il suo dovere.
Degno di nota anche il segno di quest'opera in cui l'artista lucchese, che denota grande maturità grafica, con pochi tratti essenziali resi da matite, pennarelli e inchiostro di china diluito, va dritto al cuore della vicenda, in cui si mischia politica e vita vissuta, tenendo il lettore incollato alle pagine dell'albo fino all'ineluttabile finale.
Un'ultima curiosità da mettere in evidenza è che per inquadrare gli eventi raccontati in un ambito più ampio e definito questo tomo si conclude con brevi trattazioni della vita di Guido Rossa, delle circostanze che hanno portato alla sua morte, della storia delle Brigate Rosse e degli atti criminosi di questa associazione e di come il regista Giuseppe Ferrara abbia realizzato sull'episodio un film, “Guido che sfidò le Brigate Rosse”, che è uscito nei cinema due anni dopo la sua ultimazione.
Alla luce di quanto scritto non si può che consigliare la lettura di questo libro ad ogni appassionato di fumetti e sperare che iniziative come questa riescano ad avvicinare i più giovani alla storia recente del nostro paese spesso dimenticata o strumentalizzata.

domenica 2 febbraio 2014

Twin Peaks


Chi ha ucciso Laura Palmer?
Questo slogan suonerà familiare a chi, nei primi anni novanta, è rimasto affascinato dal telefilm che più ha segnato quella stagione televisiva: "I segreti di Twin Peaks".

A distanza di dodici anni dalla sua prima apparizione Italiana, che è avvenuta su Canale 5 nel 1991, il 26 novembre 2003 è uscito il cofanetto DVD con la prima stagione del serial.

La serie, nata dalla collaborazione tra lo sceneggiatore Mark Frost e il regista David Lynch, narra le indagini dell’eccentrico quanto improbabile agente dell’FBI Dale Cooper, inviato a Twin Peaks, immaginaria cittadina del Nord Ovest degli Stati Uniti, in seguito al misterioso ritrovamento del cadavere della reginetta del liceo avvolto nella plastica trasparente.

I due realizzano uno sceneggiato che è un ibrido tra una soap opera e un poliziesco, anche se il prodotto che ne esce, risulta andare oltre questi generi.
Se è vero infatti che "Twin Peaks" conserva la struttura dei generi citati dai quali attinge personaggi, situazioni e meccanismi narrativi, allo stesso tempo fa un uso distorto dei loro codici, considerandoli come semplice griglia di riferimento all’interno della quale si può trovare di tutto e dove tutto è possibile.
Un agente dell'FBI che ricava indizi dai sogni e dal lancio di pietre, società segrete, fenomeni paranormali, una donna che va in giro con un ceppo di legno in braccio, uomini d’affari che elaborano le loro strategie divorando baguettes ripiene di formaggio francese e giovani che sembrano essere usciti dagli anni ‘50.

Le soluzioni visive presentate dall’interezza degli episodi risultano inedite per una serie tv.
Troviamo infatti scenografie curate nei minimi particolari, una bellissima fotografia e musiche che si adattano perfettamente alle atmosfere inquietanti e stravaganti della serie.
Durante la prima stagione Lynch dirige soltanto l’episodio pilota e il secondo dei restanti sette, ma nonostante ciò, si nota in tutti la sua influenza sullo stile.
Alla luce di quanto scritto non si può che consigliare vivamente la visione di questo prodotto, molto valido sotto numerosi punti di vista, sia agli appassionati di noir che a quelli di serie Tv.

lunedì 20 gennaio 2014

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Regia: Elio Petri
Soggetto e sceneggiatura: Elio Petri e Ugo Pirro
Fotografia: Luigi Kuveiller
Scenografia: Carlo Egidi
Musica: Ennio Morricone
Montaggio: Ruggero Mastroianni
Anno d’uscita: 1970
Durata: 110'
Prodotto da: Davide Senatore e Marina Cicogna per la Vera Film
Cast: Gian Maria Volontè, Florinda Bolkan, Gianni Santuccio, Orazio Orlando, Arturo Dominici

"Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" è probabilmente il film più politico del cinema italiano e certamente il più significativo sotto l’aspetto storico e sociale.
Diretto da Elio Petri nel 1970, sceneggiato dallo stesso Petri con Ugo Pirro, accompagnato dalle musiche di Ennio Morricone e uscito nelle sale in quello stesso anno, ha avuto un’accoglienza a dir poco traumatica.
A causa della sua forte componente critica sui metodi adottati in quegli anni dalle forze dell’ordine infatti, la polizia denunciò immediatamente il film al sostituto procuratore della repubblica di Milano Caizzi, il quale però non ritenne opportuno procedere.
Da quel momento l’eco del messaggio politico spinse il film verso il successo.
A Roma, per esempio, furono anticipate le prime proiezioni pomeridiane e prolungate quelle serali.
A conferma della grande presa che il film ha avuto su pubblico e critica poi, bisogna ricordare che "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" ha ottenuto numerosi riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale.
Nel 1970 infatti ha vinto l’Oscar per il miglior film straniero, il Gran Premio della Giuria a Cannes e a Gian Maria Volonté è andato il David di Donatello come migliore attore.
Nel 1971 invece, Elio Petri, Gian Maria Volonté e Ugo Pirro, rispettivamente regista protagonista e sceneggiatore del film, hanno vinto un Nastro d’argento.
Personaggio principale del film è il capo della squadra omicidi di Roma interpretato dallo straordinario Gian Maria Volonté, che, nel giorno della sua promozione, uccide l’amante, interpretata dall’appassionata, stravagante e sensuale Florinda Bolkan, nel corso di un gioco erotico.
Certo di essere al di sopra di ogni sospetto in virtù della posizione di potere che occupa, Volontè, semina volutamente tracce e indizi a proprio carico.
Come previsto, le indagini intraprese dai colleghi della omicidi non lo toccano, ignorando le sue evidenti provocazioni.
Soltanto Antonio Pace, uno studente fermato per un attentato dinamitardo alla questura, personalmente “interrogato” dall’ispettore, in privato, ha il coraggio di dirgli che lo riconosce come assassino della donna, ma non lo denuncia e viene rilasciato.
In preda ad un delirio autopunitivo, l’ispettore consegna ai colleghi della omicidi una lettera di confessione.
Quindi rientra a casa e nella sua fantasia malata immagina le diverse conclusioni della vicenda.
Questo film ha un valore di testimonianza immenso, chiunque può, rivedendolo oggi, farsi un’idea di quello che era il clima di quegli anni, con il Sessantotto ancora caldo e gli anni delle nuove battaglie studentesche e soprattutto quelli del terrorismo ancora da venire.
Immenso Gian Maria Volonté che, nei panni del capo della squadra omicidi, ci ha lasciato una mostruosa interpretazione, sicuramente tra le più sentite, sincere e studiate dell’intera storia del cinema italiano.
È grazie anche ai suoi movimenti, alla sua voce, al modo in cui si rapporta con i suoi sottoposti, ai suoi gesti che il film acquista credibilità e suggerisce il suo messaggio politico senza alcuna ambiguità e con la dovuta convinzione.

domenica 22 dicembre 2013

Le mani sugli Eventi

Soggetto, sceneggiatura e lay out: Giuseppe Peruzzo
Disegni e copertina: Nicola Gobbi
Editore: Q Press
Collana: Oltrenero
N° pagine: 48
Anno d'uscita: 2013
Prezzo: € 9,90

Cosa sarebbe successo se nell'Italia del miracolo economico fosse esistito uno spietato criminale capace di compiere azioni efferate e inaudite solamente per denaro?
Come risposta a questa domanda nasce Atrox, personaggio a fumetti ideato da Giuseppe Peruzzo e stampato dalla torinese Q Press, protagonista di tre volumi, presentati dalla casa editrice nella collana Oltrenero, in cui ad una narrazione avvincente e concitata, a disegni incisivi e alla rivisitazione dei topoi del fumetto e della letteratura nera si affianca uno spaccato storico puntuale della realtà del bel paese dei primi anni '60, fatto non comune in un'opera di fantasia.
A conferma di ciò ne “Le mani sugli Eventi”, terzo libro della serie legata al feroce malvivente, si racconta la storia delle celebrazioni del centenario dell’unità d’Italia vissuta da un giovane mafioso che, convinto il suo boss a mandarlo a Torino per espandersi e tentare di ottenere appalti, ed essendoci riuscito, grazie a omicidi e alla corruzione di funzionari statali, si scontra con Atrox che immancabilmente gli rompe le uova nel paniere.
Questo breve tomo, scritto come i precedenti dal giornalista ed esperto in Scienze ed Arti della stampa Giuseppe Peruzzo, che ne ha curato anche i lay out, si fa apprezzare per una trama classica ma allo stesso tempo ricca di colpi di scena e di situazioni che lasceranno i lettori con il fiato sospeso.
Molto funzionale al racconto, pieno di ritmo e di tensione, è inoltre il segno, duro e realistico dettato da un bianco e nero netto con l'aggiunta di pochi grigi, di Nicola Gobbi, disegnatore chiamato in questo frangente ad affiancare Peruzzo nella sua ultima fatica.
Un altro aspetto che rende quest'opera molto appetibile per chi è attento ai particolari, sta nel fatto che nelle tavole, divise in vignette molto grandi e dense di dettagli, sono riconoscibili vestiti e automobili proprie degli anni '60 e si notano edifici e quartieri della città di Torino come appaiono ancora oggi.
Tutto ciò contribuisce a fare in modo che le ambientazioni e il periodo storico che fanno da sfondo alle gesta dei protagonisti non siano anonime e prive di riferimenti.
Un ulteriore curiosità da mettere in evidenza poi è che in calce alle pagine di questa appassionante graphic novel, realizzate con una carta pesante e resistente all'invecchiamento, i testi dei balloon sono stati tradotti in francese.
Alla luce di quanto scritto quindi, non si può che applaudire il grande impegno degli autori di questa splendida avventura a fumetti e affermare, senza paura di smentite, che questo lavoro, molto bello e caratteristico, soddisferà pienamente sia gli amanti del noir che quelli del buon fumetto.