Autore: Masamune Shirow
Genere: Thriller
Editore: Star Comics
Collana: Storie di Kappa
Pagine: 284
Prezzo: € 15,00
È uscito in tutte le fumetterie, presentato dalla casa editrice Star Comics, “Ghost In the Shell 1.5 Human Error Processer”.
Questo volume, dalla copertina rigida e fustellata e dalle pagine stampate su carta di alta qualità, costituisce una sorta di ponte, leggibile però anche a se stante, fra i due tomi principali di Ghost in the Shell e presenta in edizione deluxe quattro episodi relativi ad altrettante indagini della sezione 9 che si svolgono dopo le vicende del marionettista ma prima degli avvenimenti narrati in Manmachine Interface.
Si tratta di Fat Cat, Drive Slave, Mines of Mind, e Lost Past, inediti pubblicati solo su rivista in Giappone fra il 1991 e il 1996.
In queste storie, che affrontano temi che sono un misto tra cyberpunk, spionaggio e poliziesco, ritroviamo al gran completo la squadra Ghost di Newport City che annovera al suo interno Bato, Aramaki e tutti gli altri personaggi che chi ha amato Ghost In the Shell conosce bene.
Nella prima, Fat Cat del 1991, la sezione 9 è alle prese con il caso di un cadavere telecomandato.
La figlia di un ex-collaboratore di Aramaki gli chiede aiuto dopo aver notato strani comportamenti nel padre.
La sezione 9 non impiegherà molto tempo a scoprire che questi è in realtà deceduto, ed il suo corpo viene manovrato da sconosciuti per ottenere l’accesso a dati riservati.
La seconda, Drive Slave del 1992, vede Togusa e Azuma, una new entry della sezione 9, impegnati nella protezione di un testimone.
Qui fa una breve comparsa anche il maggiore Kusanagi.
Nella terza, Mines of mind del 1995, la sezione 9 indaga su una serie di omicidi a scopo di vendetta compiuti tramite un virus che seleziona a caso un individuo, lo sottopone al lavaggio del cervello e lo utilizza come sicario.
L’ultima, Lost Past del 1996, vede Saito e Bato alle prese con un pericolosissimo cecchino dell'esercito cinese.
Le trame risultano molto più comprensibili rispetto a quelle delle opere precedenti di Masamune Shirow.
Inoltre questi racconti scritti a distanza di anni l’uno dall’altro, servono anche per apprezzare l’evoluzione stilistica e narrativa del mangaka di Kobe.
Il tratto infatti, è quello tipico delle prime opere di Shirow in cui l’autore, per definire sfondi e creare personaggi, utilizzava il pennino piuttosto che la computer grafica.
Gli episodi sono disegnati in modo estremamente preciso e tutti gli aspetti della tavola sono curati spesso in modo anche eccessivo.
Gli sfondi e i dettagli sono ben definiti e danno l’impressione al lettore di essere in un mondo reale e pulsante dove ogni cosa è credibile.
A costituire un valore aggiunto all’opera, oltre alle venti pagine originali a colori che si trovano all’interno del volume, è il fatto che in allegato si trova anche un CD-ROM multimediale, integrante l’opera, sfogliando il quale si può rivivere in maniera digitale tutta l’atmosfera di cui è pervaso questo manga.

Nessun commento:
Posta un commento