domenica 25 dicembre 2011

Sherlock Holmes – Gioco di ombre



È uscito nelle sale cinematografiche italiane il 16 dicembre, esattamente due anni dopo il primo lungometraggio dedicato al noto personaggio, “Gioco di ombre”, sequel del film “Sherlock Holmes” del 2009.
Quest'opera, diretta come la precedente dall'ex marito di Madonna Guy Ritchie, pur ispirandosi in alcuni punti al racconto di Sir Arthur Conan Doyle “L'ultima avventura” si discosta quasi del tutto da quello che di Holmes ci viene detto nel canone dello scrittore di Edimburgo riguardante il grande investigatore e mostra allo spettatore un protagonista, interpretato da un fascinoso e cupo Robert Downey Jr. seduttore ed esperto di boxe e di arti marziali, più incline all'azione che alla riflessione.
Questi tratti, uniti ad una fotografia opera del direttore francese Philippe Rousselot, ad effetti digitali realizzati dall'azienda BlueBolt, a movimenti di macchina e acrobazie prospettiche che rendono le ambientazioni in cui si muove grigie e fumose, fanno in modo che l'interprete principale sia più simile ad un personaggio da fantascienza “steampunk”, filone i cui stilemi pervadono la pellicola, piuttosto che a un compassato investigatore dell'età vittoriana.
Anche in questa avventura poi, come nella precedente, ad accompagnare Sherlock Holmes nelle sue peripezie a giro per l'Europa troviamo, anche se controvoglia, Jude Law che veste i panni di un anarchico e sfrontato Dr. Watson.
Insieme dovranno sventare le diaboliche trame ordite dal professor James Moriarty, uomo dall'intelligenza sopraffina e privo di qualsiasi coscienza morale interpretato con grande distacco da Jared Harris, il cui piano criminale, volto a diffondere terrore in tutto il mondo, potrebbe cambiare il corso della storia.
Oltre all'antagonista e alla coppia di tutori della legge, numerosi personaggi affollano quest'opera, sceneggiata strizzando l'occhio sia ai grandi film d'azione che marginalmente al canone doyliano dai coniugi Mulroney, sia dalla parte dei buoni che dei cattivi rendendola più frizzante e coinvolgente.
Tra i più caratteristici non si possono non menzionare il fratello maggiore di Sherlock, Mycroft Holmes, interpretato da uno Stephen Fry straripante e sopra le righe e Sim, cui presta il volto Noomi Rapace, una zingara dalla travolgente personalità che accompagnerà Holmes e Watson per tutta la durata dell'avventura.
Compaiono inoltre in brevi camei Kelly Reilly nel ruolo di Mary Morstan, Eddie Marsan in quello dell'ispettore Lestrade e Paul Andreson che dà il volto ad uno spietato colonnello Moran.
Ad accrescere la cupezza e il ritmo serrato di questo film contribuiscono inoltre il montaggio di James Herbert e le musiche di Hans Zimmer.
Se proprio però vogliamo cercare qualche difetto, che non scalfisce comunque il fascino di un'opera che costituisce un ottimo antidoto contro la pesantezza e letargia del periodo natalizio, si può affermare che l'aver spostato l'ambientazione del lungometraggio dalla città di Londra a quella di Parigi ed in seguito alla Germania e alla Svizzera abbia fatto perdere un po' di fascino ad una pellicola in cui anche la capitale britannica con i suoi abitanti, i suoi luoghi e le sue atmosfere, assumeva il ruolo di personaggio.
Alla luce di quanto scritto possiamo quindi affermare che la visione di questo film interessante e coinvolgente sia estremamente indicata per chi ama i film d'azione, meno per chi ricerca una figura Holmesiana coerente con gli scritti di Sir Arthur Conan Doyle.

mercoledì 23 novembre 2011

Leo Pulp - La trilogia

In seguito alla mail ricevuto da Massimo Bonfatti ( http://ilrompicoglioni.blogspot.com/2011/11/giovani-si-fa-per-dire-critici.html ) in questo post vorrei riproporre le recensioni dei tre albi di "Leo Pulp" uscite a suo tempo su Thrillermagazine ( www.thrillermagazine.it ).

La scomparsa di Amanda Cross

Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi

Disegni: Massimo Bonfatti, Cesare Buffagni

Copertina: Massimo Bonfatti

Editore: Sergio Bonelli Editore

Anno di pubblicazione: 2001

Pagine: 94

Prezzo: L. 7000

Edito dalla Sergio Bonelli Editore, il primo numero di una nuova collana Leo Pulp, dal titolo "La scomparsa di Amanda Cross", è uscito nelle edicole italiane nel giugno 2001.

In questo corposo albo, scritto dall’abile penna di Claudio Nizzi e reso graficamente dalle matite di Massimo Bonfatti e dai colori di Cesare Buffagni, i lettori fanno la conoscenza di Leo Pulp, protagonista della serie, duro e cinico investigatore privato da venticinque dollari al giorno più le spese che lavora nella Los Angeles degli anni ‘40, e dei suoi comprimari.

Tra questi spiccano il capitano di polizia Nick Tracy, che Leo, vista la somiglianza con il celebre personaggio dei fumetti, continua a chiamare Dick e Norma la formosa, che gestisce un bar frequentato abitualmente dal nostro eroe perché vi può mangiare a sbafo il suo piatto preferito: uova fritte con pancetta.

Norma è quasi la fidanzata di Leo, ma lui, cui piace credersi più cinico di quanto non sia in realtà, è convinto di frequentarla per semplice opportunismo.

A questi personaggi fanno da sfondo, oltre a persone comuni che richiedono i servizi dell’investigatore, celebri dive, attori famosi e gangsters spietati.

La trama di quest’opera, che racconta di un complicato intrigo legato alla sceneggiatura di un film, è votata alla riscrittura ironica, e talvolta irresistibilmente comica, del genere giallo-noir, per sua stessa ammissione una delle grandi passioni di Nizzi.

Il tono è sempre leggero e la storia, che ha per protagonista un eroe tipicamente hard boiled, si svolge nella Los Angeles degli anni ‘40 del ‘900, ed è zeppa di riferimenti alla letteratura e al cinema noir.

Per quanto riguarda i disegni ironici e dissacranti dell’autore modenese Massimo Bonfatti, sono dotati di uno stile grottesco e scanzonato, poetico e ricco di particolari che ricorda da vicino monumenti del fumetto comico italiano come, solamente per citarne alcuni, Silver e Bonvì.

Il suo tratto, iperrealista ma allo stesso tempo caricaturale, è l’ideale per rappresentare la particolare atmosfera che si respira nelle intricate vicende del “Private Eye” californiano.

Un’ultima curiosità da segnalare, è il fatto che l’albo sia stampato interamente a colori su una carta più liscia e pesante rispetto a quella usata da Bonelli nelle pubblicazioni da edicola.

Insomma un esperimento perfettamente riuscito che soddisferà a pieno sia gli amanti del buon giallo che quelli del buon fumetto.

I delitti di Sunset Boulevard

Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi

Disegni e copertina: Massimo Bonfatti

Editore: Sergio Bonelli Editore

Anno di pubblicazione: 2005

Pagine: 98

Prezzo: Euro 4,00

Nel marzo 2005 è uscito in edicola, a quattro anni di distanza dal primo, il secondo numero della saga di Leo Pulp, il trasandato detective che vive nella Los Angeles degli anni quaranta.

L’albo che s’intitola "I delitti di Sunset Boulevard", ha molte fonti d’ispirazione.
Quelle che saltano subito agli occhi sono: i romanzi noir americani d’autore, Dashiell Hammett e Raymond Chandler su tutti, e, come si evince dal titolo, il celebre film di Billy Wilder "Viale del tramonto".
Anche questa avventura, come la precedente, è sceneggiata da Claudio Nizzi e disegnata da Massimo Bonfatti.

I due autori, rendendo un omaggio affettuoso e ironico al periodo d’oro di Hollywood e sfruttando i cliché del romanzo hard boiled e dei film di gangster propri degli anni quaranta, ci regalano una vicenda dagli ampi risvolti comici.

Mentre la prima avventura di Leo, raccontava di un complicato intrigo legato alla sceneggiatura di un film, qui la storia porta dritti al cuore nero di Hollywood.

Un cliente infatti si rivolge al detective per far luce sulla scomparsa della fidanzata, una giovane attrice.

Mettendosi a cercare, Leo scopre che le attrici svanite nel nulla sono almeno cinque.

Le indagini lo conducono a una vecchia villa hollywoodiana, dove vive una diva del muto ormai dimenticata, che diventerà nel corso della narrazione teatro di eventi sanguinosi…

Come si è detto, il personaggio principale di questa seconda storia è Leo Pulp, un investigatore privato di quelli con la scritta sul vetro smerigliato della porta come si vedono nei film noir anni quaranta.
Duro, cinico, romantico, bastian contrario e politicamente scorretto combatte da solo la sua battaglia contro il crimine.

L’unico che lo aiuta è il capitano di polizia Nick Tracy, che Leo, vista la somiglianza con il celebre personaggio dei fumetti, continua a chiamare Dick, ma Tracy lo fa di malavoglia e unicamente perché vi è costretto, in nome di un non meglio precisato debito che ha con Leo.

Un altro personaggio fondamentale per le vicende dell’investigatore è Norma la formosa, che gestisce un bar che Leo frequenta abitualmente perché vi può mangiare a sbafo il suo piatto preferito: uova fritte con pancetta.

Norma è quasi la fidanzata di Leo, ma lui, cui piace credersi più cinico di quanto non sia, è convinto di frequentarla per semplice opportunismo.

Per quanto riguarda le ambientazioni, il teatro delle indagini di Leo è quasi sempre Hollywood e il mondo del cinema, dove gli capita di incontrare le più celebri dive del tempo, gli attori più famosi e i gangster più spietati.

Un piccolo gioiello insomma per gli appassionati del buon cinema, di romanzi noir e del buon fumetto.

Il caso della magnolia rossa


Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi

Disegni: Massimo Bonfatti, Cesare Buffagni

Copertina: Massimo Bonfatti

Editore: Sergio Bonelli Editore

Anno di pubblicazione: 2007

Pagine: 94

Prezzo: Euro 4,50

Nel maggio 2007 è uscito nelle edicole italiane "Il caso della magnolia rossa", terzo e per ora ultimo numero di Leo Pulp.
Questa indagine del detective più scalcinato dei fumetti creato da Claudio Nizzi per i testi, da Massimo Bonfatti per i disegni ed edito dalla Sergio Bonelli Editore, prende ironicamente spunto da un fatto realmente accaduto, il caso della Dalia Nera.

La mattina del 15 gennaio del 1947 il corpo di una giovane donna, Elizabeth Short, viene trovato tagliato in due alla periferia di Los Angeles.
Il caso scatena la più grande caccia all’assassino del ventesimo secolo.

Qualche mese prima, però, la Città degli angeli vive un incubo simile sul quale investiga Leo Pulp, la migliore lince della contea che, pur di scoprire la verità, non esita a menar ceffoni, a far abbaiare piombo caldo alla “berta”, la sua fedele beretta, e a scendere in campo per scoprire chi ha fatto a pezzi una bella ragazza in cerca di un posto al sole.
E resta coinvolto come al solito in un travolgente irresistibile intrigo.

Oltre che al famoso episodio di cronaca nera, "Il caso della magnolia rossa" è vagamente ispirato anche al film "Citizen Kane", titolo originale del lungometraggio "Quarto potere" di Orson Wells, di cui, come al solito, Nizzi reinventa la trama intrecciandola con spunti presi dalla letteratura di genere.

Tutto questo dà origine a una storia perfino più complessa delle precedenti, più adulta e ricca di personaggi e situazioni imprevedibili anche se sempre perfettamente coerente con la Los Angeles degli anni ‘40.

Oltre ai soliti personaggi di contorno come il capitano di polizia Nick Tracy, che Leo, vista la somiglianza con il celebre personaggio dei fumetti, continua a chiamare Dick e Norma la formosa, quasi fidanzata del nostro detective, fa da sfondo alla vicenda lo scontro tra Chester Keine e Richard Zaduck per la carica di governatore della California tutto, come la trama hard-boiled suggerisce, all’insegna di pupe fatali gangster e pistole roventi.

In questa storia poi, Leo Pulp si è evoluto maggiormente e si è arricchito ancora di piccole caratteristiche psicologiche, senza però cambiare la sua personalità ormai ben definita.

Un piccolo capolavoro insomma di cui è consigliata la lettura a tutti gli appassionati del buon cinema, di romanzi noir e del buon fumetto.

giovedì 27 ottobre 2011

L'insonne - Minimi Prodigi

Nel proseguire con la riproposta in ordine sparso delle recensioni de "L'Insonne" pubblicate sul sito Thrillermagazine ( www.thrilermagazine.it ) presentiamo oggi quella del numero tre della serie dal titolo "Minimi prodigi".


Sceneggiatura: Giuseppe Di Bernardo, Andrea J. Polidori
Disegni: Michela Da Sacco
Copertina: Giuseppe Palumbo
Editore: Free Books
Collana: Thriller
Data di uscita: Settembre 2005 
N° Pagine: 96
Prezzo: € 2,40


È uscito nelle edicole e nelle fumetterie italiane nel settembre del 2005 "Minimi prodigi", terzo episodio de "L’Insonne", bimestrale a fumetti edito dalla casa perugina Free Books.

La serie, di taglio bonelliano, racconta le avventure di Desdemona Metus, affascinante detective - deejay che soffre di un’insonnia di origine traumatica e conduce un programma notturno sull'emittente fiorentina Radio Strega.

In questo episodio, scritto con la solita abilità nel trattare temi scottanti da Giuseppe Di Bernardo e disegnato in maniera splendida da Michela Da Sacco, Desdemona apre il suo cuore e racconta alla coinquilina Brighitta, e con lei al lettore, parte del suo passato legato ad un evento tragico e straziante.

Verrà alla luce il perché ha iniziato a fare radio e sopratutto quello che c’è sotto alla sua dura scorza da ragazza cinica e disincantata.

Nel corso della storia poi, il lettore verrà a conoscenza del primo grande amore della protagonista.

A mistero e azione, caratteristiche proprie di ogni albo de "L’insonne", si mischiano in "Minimi prodigi" anche temi di particolare attualità come: l’ecologia e il terrorismo.

Parte della storia si basa infatti su un attentato che, anche se compiuto per fini positivi, porterà a conseguenze tragiche.

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici dell’albo colpisce l’estremo realismo dei dialoghi che, senza essere troppo forzatamente pulp, riescono a rappresentare in modo coerente il linguaggio attuale dei ragazzi di vent’anni, con un uso equilibrato di parolacce e gergalità, cose che troppo spesso vengono bandite negli educati fumetti italiani.

Anche in questo numero tre è presente il commento di un prestigioso autore: stavolta tocca a Gianfranco Nerozzi, scrittore bolognese di romanzi noir.

martedì 25 ottobre 2011

L’insonne - Ouverture

Continua la riproposta in ordine sparso delle recensioni dell'opera a fumetti "L'Insonne" pubblicate sul sito Thrillermagazine ( www.thrilermagazine.it ).
Oggi è la volta del n°0.


Sceneggiatura: Giuseppe Di Bernardo, Andrea J. Polidori
Disegni: Giuseppe Di Bernardo, Jacopo Brandi
Copertina: Giuseppe Palumbo
Editore: Free Books
Data di uscita: Ottobre 2004
N° Pagine: 48
Prezzo: € 1,50


Presentato a Lucca Comics 2004 e stampato come la serie regolare dalla perugina Free Books "Ouverture", il numero 0 de "L’Insonne", è l’anello di congiunzione tra la serie del ‘94 e l’attuale.
Rappresenta infatti, nelle intenzioni degli autori, un episodio ibrido e necessario per chiudere la vecchia serie e presentare i temi della nuova.
In questo numero, i lettori che ancora non conoscono l’opera creata da Giuseppe Di Bernardo incontrano per la prima volta Desdemona Metus la protagonista degli albi a fumetti e i personaggi secondari che le gravitano intorno.
Desdemona, Desdy per gli amici, è una studentessa di medicina e una deejay in una radio notturna, Radio Strega.
Ragazza volitiva e problematica, soffre di una strana forma di insonnia di origine traumatica manifestatasi in seguito alla scomparsa della madre.
La sindrome da cui è affetta, oltre a farle trascorrere in stato di veglia gran parte delle notti, le provoca stati di caos percettivo che giocano spesso un ruolo decisivo nelle misteriose vicende di cui è protagonista che si svolgono prevalentemente nella città di Firenze o nei suoi dintorni.
Scritta con la solita puntualità e chiarezza nell’affrontare temi delicati da Giuseppe Di Bernardo la storia narrata in questo numero affronta uno dei più delicati nodi della bioetica.
L’autore si chiede se sia sempre giusto e a quale costo salvare una vita che ci è cara.
Con un abile gioco di intrecci narrativi infatti, la vita di una madre distrutta dal dolore per la malattia del figlio si mischia con l’universo di Desdemona attraverso la divinazione dei tarocchi.
Dalla trama principale poi si dipartono delle sottotrame che ci svelano in parte quali saranno le complesse architetture che costituiranno l’innovativa serie creata da Di Bernardo e Polidori.
La storia è disegnata in maniera impeccabile dal creatore della serie Giuseppe Di Bernardo coadiuvato alle chine da Jacopo Brandi.
Le copertine di questa seconda serie passano dalla matita di Marco Nizzoli, autore di quelle del ’94, a quella di Giuseppe Palumbo mostro sacro del fumetto italiano che anche in questo frangente si dimostra all’altezza della sua meritatissima fama.
Palumbo ha rispetto a Nizzoli un segno più noir e quindi più in linea con lo spirito della nuova serie.
La colorazione della copertina poi, è affidata a Massimiliano Guadagni, autore con un passato come illustratore Mondadori.
Chiude il numero un pezzo di Graziano Braschi che, da grande esperto di giallo italiano, ci descrive i lati oscuri di Firenze come sono stati dipinti da cinema e letteratura.

lunedì 24 ottobre 2011

L'insonne - La crociata dei bambini

In occasione dell'uscita del fumetto "L'Insonne" per iPhone e iPad riproporrò in questa sede le recensioni dei pochi numeri presenti sull'App Store che sono state pubblicate sul sito internet Thrillermagazine ( www.thrillermagazine.it ) e mi hanno portato a conoscere personalmente l'autore dell'opera in questione: Giuseppe Di Bernardo.


Sceneggiatura: Giuseppe Di Bernardo, Andrea J. Polidori
Disegni: Marco Checchetto, Antonio Menin
Copertina: Giuseppe Palumbo
Editore: Free Books
Collana: Thriller
Data di uscita: Giugno 2005 
N° Pagine: 96
Prezzo: € 2,40


Dopo qualche problema di natura tecnica è uscito, intorno alla metà di giugno del 2005, il secondo numero de "L’Insonne", serie ideata nel 1994 da Giuseppe Di Bernardo e da Andrea J. Polidori.
Quest'opera a fumetti, che mescola in sé giallo, noir, mistero, esoterismo, fantapolitica e ricerca storica, riproposta a partire dall'aprile del 2005 dalla casa editrice perugina Free Books, ha riscosso ampi consensi di pubblico e critica.
Questo grazie a personaggi estremamente credibili con cui è facile identificarsi e all’insolita ambientazione toscana del fumetto gestita da Di Bernardo e dal suo staff con grande sapienza e passione.
"La crociata dei bambini", questo il titolo dell’albo, prende spunto da una vicenda realmente accaduta e che non molti conoscono.
All’incirca nel 1200, oltre alle crociate militari, partirono dal centro dell’Europa dei movimenti popolari per liberare il Santo Sepolcro.
Un paio di questi erano formati soltanto da bambini che naturalmente non arrivarono mai a destinazione poiché uccisi, stuprati o venduti lungo il tragitto.
Protagonista della storia è, ancora una volta, l’affascinante e problematica detective-deejay Desdemona Metus, speaker della radio privata radio strega, per la quale conduce il programma notturno intitolato appunto l’Insonne.
In questo episodio Desdemona, oltre che con i consueti disturbi del sonno, è alle prese con il ritrovamento, nei pressi di Volterra, di una fossa comune contenente quelle che sembrano ossa di bambini.
Sullo sfondo dell’inquietante scoperta poi, una serie di angoscianti delitti getta nel terrore le campagne tra Firenze e Volterra.
Desdemona, ancora una volta, è chiamata a trovare il bandolo di una matassa che lega passato e presente, in un groviglio di paura e violenza.
"La crociata dei bambini" è scritto dai creatori della serie Giuseppe Di Bernardo ed Andrea J. Polidori.
Anche in questo numero come nel precedente coesistono diversi piani temporali.
In questo caso però, a differenza del primo numero, il legame tra passato e presente è meno concreto e più concettuale.
La storia in cui Medioevo e giorni nostri si rincorrono lungo tutto il dipanarsi della vicenda è avvincente e perfettamente funzionale al messaggio degli autori.
Per quanto riguarda i disegni buona la prova del duo Marco Checchetto e Antonio Menin.
Sempre all’altezza della situazione poi le ottime copertine di Palumbo.
Un altro numero molto avvincente di una testata che, dopo la correzione di alcuni piccoli dettagli, si candida a diventare la grande sorpresa del fumetto italiano.

mercoledì 12 ottobre 2011

La mia anima è ovunque tu sia

Incuriosito dalla presentazione di questo libro e del suo autore nella trasmissione televisiva condotta da Fabio Fazio "Che tempo che fa" mi sono cimentato nella lettura di questo appassionante romanzo.
Come capirete da quello che ho scritto le impressioni favorevoli sono state tutte confermate.


Autore: Aldo Cazzullo
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
Collana: Collezione scrittori italiani e stranier
Data di uscita: Settembre 2011
N° Pagine: 121
Prezzo: € 17,00


Pubblicato da Mondadori nel settembre 2011 nella collana “Collezione scrittori italiani e stranieri”, “La mia anima è ovunque tu sia - un delitto, un tesoro, una guerra, un amore” è il primo romanzo dell'albese Aldo Cazzullo, inviato del Corriere della Sera e scrittore di numerosi saggi storici.
Prendendo come spunto iniziale la leggenda del tesoro della quarta armata, composto dal denaro, dalle opere d'arte e dalle ricchezze sequestrate e accumulate dall'esercito italiano di stanza in Francia, questo libro, che si sviluppa su tre piani narrativi ambientati in epoche storiche diverse che vanno dal 1945 ai giorni nostri, narra, attraverso brevi e fulminanti capitoli intrecciando pubblico e privato, storia personale e collettiva, vicende che hanno come sfondo la città piemontese di Alba e riguardano la vita e la morte di persone di fantasia e di personaggi la cui figura è ispirata a quella di a pilastri della cultura italiana del dopoguerra.
Quest'opera, straordinariamente originale e viva nonostante la brevità e una scrittura veloce, scabra e incalzante, mischia sapientemente tutte le caratteristiche principali di generi che vanno per la maggiore ai giorni nostri come noir e romanzo rosa non rinunciando tuttavia ad uno sguardo inatteso e puntuale sulle vicende che hanno portato alla formazione della nazione italiana come oggi la concepiamo.
Una storia epica e di grande respiro, ambientata nelle Langhe, che contrappone la guerra a bassezze, terribili segreti e passioni amorose di uomini comuni in un crescendo di emozioni che culmineranno in un colpo di scena finale che lascerà spiazzato il lettore.
Una grande metafora insomma della nostra identità e un romanzo sull'origine dell'Italia di oggi, sulle ragioni profonde dell'odio e dell'amore che ci tiene, nonostante tutto, uniti.
La ricostruzione storica molto precisa e puntuale, il ricorso alla narrazione di vicende realmente accadute e uno dei personaggi principali ispirato alla figura di un noto scrittore e partigiano di Alba, arricchisce poi la trama del romanzo di un aurea di veridicità.
Alla luce di quanto scritto si può affermare quindi, senza paura di essere smentiti, che la lettura di quest'opera, che mischia la storia ufficiale a numerosi altri generi letterari, sia estremamente consigliata sia per gli appassionati di fiction che per chi voglia conoscere uno spaccato delle vicende che hanno portato alla nascita della nostra nazione.

venerdì 30 settembre 2011

Lady S volume1

Dopo essermi appassionato alla lettura di XIII, opera ripubblicata recentemente in volume dall'editore modenese Panini Comics, su consiglio dell'amico e gestore del negozio di fumetti viareggino Living Colour 2.0 Roberto Cecchini ho affrontato la lettura della nuova fatica di Van Hamme con molte aspettative, che fortunatamente non sono state deluse.


Sceneggiatura: Jean Van Hamme
Disegni e copertina: Philippe Aymond
Editore: 001 Edizioni
Collana: 001 France
Data di uscita: Luglio 2011
N° Pagine: 96
Prezzo: € 14,00


È stato pubblicato dall'editore torinese 001 Edizioni all'interno della divisione 001 France, il primo volumetto di “Lady S”, serie di spionaggio e avventura a fumetti scritta dal famoso sceneggiatore Jean Van Hamme, noto al pubblico degli appassionati per essere l'autore di capolavori della letteratura disegnata francese come: “Thorgal”, “XIII” e “I maestri dell’orzo”.
Questo libro, che raccoglie i primi due tomi che presentano in patria la prima storia del serial, fa conoscere al lettore la bella protagonista e le vicissitudini attraverso le quali viene adottata da James Fitzroy, un diplomatico americano che ne fa la sua più fedele collaboratrice, e reclutata da una misteriosa organizzazione antiterroristica con il nome in codice di Lady S.
Come di consueto per quanto riguarda le avventure confezionate dallo sceneggiatore belga, le trame di questo albo sono avvincenti, ben costruite e lasciano il lettore con il fiato sospeso.
I personaggi, che spiccano per caratteri schiaccianti e imponenti personalità, sono inoltre caratterizzati splendidamente e credibili sotto innumerevoli punti di vista.
Autore dei disegni di quest'opera, che appartiene di fatto all'area franco-belga, è il parigino Philippe Aymond.
Il suo segno chiaro e preciso fatto di tratti raffinati ed essenziali, di linee nere nette lievemente e morbidamente modulate e di colori luminosi, rende le storie estremamente affascinanti e leggibili anche dal punto di vista grafico.
Da mettere in evidenza oltre ai pregi fin qui elencati anche una notevole attenzione ai dettagli che riguardano ambienti e architetture dei luoghi in cui si svolgono le vicende narrate, valore che unito al prezzo, contenuto per un volume a colori di 96 pagine stampato su carta patinata, rende la lettura di questo albo consigliatissima non solo per tutti gli appassionati di fumetto ma anche per quelli di letteratura e cinema noir.