domenica 25 marzo 2012

Fez, struzzi e manganelli

In questa nota parlerò di una bella antologia di racconti gialli ambientati durante l'epoca del fascismo che, nonstante sia uscita nel 2005, non ha risentito per niente del passare del tempo.

 Di: AA.VV.
Editore: Sonzogno
Data di uscita: Aprile 2005
N° Pagine: 438
Prezzo: € 18,00

"Fez, struzzi e manganelli" è un’antologia edita da Sonzogno e uscita in tutte le librerie italiane nel mese d’aprile del 2005.
Curata da Gian Franco Orsi presenta racconti di ventisei tra i più famosi giallisti italiani tra cui: Alan D. Altieri, Graziano Braschi, Andrea Carlo Cappi, Alfredo Colitto, Danila Comastri Montanari, Nino Filastò, Marcello Fois, Leonardo Gori, Carmen Iarrera, Sergio Kraisky, Diana Lama, Ernesto G. Laura, Giulio Leoni, Carlo Lucarelli, Loriano Macchiavelli, Ettore Maggi, Maurizio Matrone, Giancarlo Narciso, Divier Nelli, Giancarlo Pagani, Ben Pastor, Claudia Salvatori, Gian Paolo Simi, Alda Teodorani, Diego Zandel e Giovanni Zucca.
Questi racconti o romanzi brevi, tutti inediti e pubblicati in stretto ordine alfabetico di autore, sono ambientati nel ventennio fascista e offrono al lettore, attraverso la trama gialla, uno spaccato rigoroso e appassionante dell’epoca del Duce.
La ricostruzione storica è molto accurata e anche i personaggi: camicie nere, dive irraggiungibili e affascinanti, ebrei perseguitati e oppositori del regime, sono tipici dell’epoca.
Le loro vicende, narrate con grande mestiere degli autori, avvengono sullo sfondo di grandi eventi come: la marcia su Roma, le adunate oceaniche, la guerra in Abissinia e le leggi razziali, fino all’epilogo del secondo conflitto mondiale.
Vicende tragiche e ironiche in cui gerarchi fascisti, partigiani e testimoni legano i loro destini a meschinità e soprusi, offrendoci uno spaccato vivido e drammatico dell’epoca del ventennio e un ritratto in noir dell’Italia in camicia nera.
Alcuni racconti presenti nell’antologia, come "L’unico fascista buono" di Alan D. Altieri e "A cercar la bella morte" di Ettore Maggi sono ambientati in periodi violenti come quelli dell’avvento del fascismo nel 1922 e dei giorni dell’inverno 1944-45 tempestati dagli scontri tra partigiani, brigate nere e SS.
Altri invece come "Lo strummolo con la tiriteppola" di Diana Lama e "Un delitto a fumetti" di Ernesto G. Laura raccontano la quotidianità della vita sotto l’ombra del fascio.
Il risultato sono ventisei opere letterarie piene di violenza, di orrore e di eroismo raccontate con stile incisivo ed evocativo, tutte coerenti con l’epoca affrontata e perfettamente incastonate in quegli anni.
Gli scrittori, tra cui molte stelle di prima grandezza del panorama letterario italiano, hanno affrontato il ventennio da vari punti di vista, con risultati spesso sorprendenti.
Insomma "Fez, struzzi e manganelli" è una antologia imperdibile per tutti gli amanti della suspense, ma anche una lettura preziosa per chi voglia osservare l’epoca fascista da una prospettiva insolita.

sabato 24 marzo 2012

Squadra speciale Ghost

In questa nota presenterò un'opera molto bella ma, per la volontà dell'autore di rendere credibile la trama eccedendo in particolari pseudoscientifici che possono risultare di difficile comprensione per chi ne è a digiuno, non adatta a chi preferisce letture a fumetti semplici o di puro intrattenimento.

Di: Masamune Shirow 

Editore: Star Comics 

Collana: Storie di kappa (n. 117) 

Anno di uscita: 2004 

N° pagine: 352 

Prezzo: € 9,50

Nel giugno del 2004 la Star Comics ha pubblicato in un unico volume sul numero 117 della testata Storie di Kappa "Squadra speciale Ghost", l’opera a fumetti che ha consacrato lo sceneggiatore e disegnatore giapponese Masamune Shirow come il signore assoluto del cyberpunk a fumetti. 

Questo manga che è apparso per la prima volta in Italia, suddiviso in otto episodi, nel luglio del 1992 sulla rivista Kappa Magazine, edita da Star Comics, è composto da 352 pagine. 

Per questa edizione in volume di lusso però, l’opera ha subito un nuovo adattamento rispetto all’edizione presentata su Kappa Magazine. 
È stata inoltre completamente ritradotta e impaginata alla giapponese cioè con lettura da destra verso sinistra. 
Il manga è ambientato nell’anno 2029 in un mondo che è ormai completamente informatizzato e in cui è disponibile la tecnologia per creare robot, androidi e varie protesi bioniche. 

Per contrastare il crimine alla radice viene creata dal governo la squadra speciale ghost, dotata delle migliori tecnologie e formata da esperti, guidata dal maggiore Motoko Kusanagi e alle dirette dipendenze del primo ministro giapponese. 

Sono loro a occuparsi dei casi di polizia più spinosi fino a quando il Marionettista, il più famoso tra i pirati informatici, riesce a sconvolgere il delicato equilibrio che permette l’esistenza di un team del genere. 
La serie si compone di diverse avventure che non sono tutte collegate tra di loro. 

Lo scopo dell’autore, raggiunto con incredibile maestria, è quello di mostrarci una possibile evoluzione tecnologico-informatica in un contesto prettamente militare. 

Il fulcro è comunque il collegamento tra uomo e macchina, in una società dove è sempre più difficile capire dove finisce la macchina e inizia l'uomo. 

Il manga, che presenta anche delle pagine a colori, è molto ben disegnato. 

I personaggi principali, sono ben caratterizzati e anche l’ambientazione nella quale si muovono i protagonisti è molto credibile. 

La storia, che presenta vari livelli di lettura, è tutto sommato lineare nel suo svolgimento: l’unica pecca è forse costituita dallo sforzo dell’autore di rendere credibile la trama eccedendo in particolari pseudoscientifici che possono risultare di difficile comprensione per chi ne è a digiuno. 

Proprio per questo motivo, Squadra speciale Ghost, non è una serie adatta a chi preferisce letture semplici o di puro intrattenimento.

domenica 19 febbraio 2012

100 Bullets: vol.1

In questa nota parlerò di una bellissima serie targata Vertigo, che ho riletto ultimamente con immutato piacere rispetto alla prima volta.

 Sceneggiatura: Brian Azzarello
Disegni: Eduardo Risso
Editore: RW Lion
Collana: Vertigo Monthly
Data di uscita: Febbraio 2012
N° Pagine: 96
Prezzo:
€ 5,95

È stato pubblicato da Lion Comics, linea di fumetti della novarese RW Edizioni, licenziataria per l'Italia dei diritti dei comics americani della DC Entertainment, nella collana Vertigo Monthly, che alternerà mensilmente con titolo e numerazione autonoma due celebri serie dell’etichetta matura della DC Comics, un volumetto che contiene i primi quattro numeri di “100 Bullets”.
Quest'opera, dalle forti tematiche ed ambientazioni noir, prima di uscire in questa sede è stata pubblicata sul mensile dalla casa editrice romana Magic Press Vertigo Presenta e da questa presentata in volume per poi passare, con i diritti dei fumetti DC Comics e Vertigo di cui è stata concessionaria dall'agosto 2006 al dicembre 2011, ad essere edita da Planeta De Agostini.
Il titolo della serie, scritta da Brian Azzarello e disegnata da Eduardo Risso, deriva da un espediente creato ad arte dallo sceneggiatore di Cleveland.
Un un uomo in nero, l’Agente Graves, consegna a vittime di atti di violenza una valigetta contenente: una pistola, 100 proiettili da cui non si può risalire al possessore ed un fascicolo su cui sono riportate inconfutabili prove che inchiodano il colpevole di tali atti.
Questo fatto fa si che il fortunato possessore della valigetta si senta autorizzato a farsi vendetta da solo senza il rischio di essere scoperto.
Non sempre però, la vendetta è fonte di soddisfazione.
Anzi il più delle volte riapre ferite mai rimarginate e fa cadere il malcapitato in un baratro da cui è impossibile che si rialzi.
Come in tutti i serial noir che si rispettino anche in questo non esistono i buoni tutti di un pezzo e il male non viene mai sconfitto definitivamente.
Anche le ambientazioni e i personaggi poi, sono quelli tipici di questo filone: quartieri pericolosi, poliziotti venduti, potenti che corrompono, forti che sopravvivono e deboli che muoiono senza aver vinto mai.
La sceneggiatura di Azzarello è incisiva e piena di mordente.
Ottimi i disegni di Eduardo Risso che appaiono appena un po’ più morbidi rispetto alle sue opere più recenti.
Penalizzate da una colorazione piatta e impersonale, le tavole avrebbero reso maggiormente in bianco e nero, lasciando apprezzare ancor di più gli evidenti omaggi al Frank Miller di Sin City.
Se proprio vogliamo cercare una nota stonata in questa arco di storie, a mio avviso, risulta fastidioso il farsi giustizia da soli dei vari personaggi adescati dall’Agente Graves.
Questa tentazione, che tuttavia è umanissima, evoca però spettri di bestialità e dovrebbe atterrire ogni mente razionale, pena il progressivo scivolamento verso un imbarbarimento del convivere civile.
A parte questo, la serie è ben costruita e soddisferà sicuramente tutti gli estimatori di fumetti e gli appassionati di letteratura e cinema noir.

lunedì 13 febbraio 2012

Dialbolik: La congiura dei traditori

In questo post due righe sull'ultimo dei tredici albi di Diabolik disegnato dall'amico Giuseppe Di Bernardo.

Soggetto e sceneggiatura: Mario Gomboli, Andrea Pasini
Disegni e copertina: Giuseppe Di Bernardo, Jacopo Brandi, con la collaborazione di Andrea Cuneo
Editore: Astorina s.r.l
Data di uscita: Febbraio 2012
N° Pagine: 120
Prezzo: € 2,20

È uscito nel mese di febbraio, per i tipi della casa editrice milanese Astorina, l'albo di Diabolik dal titolo “La congiura dei traditori”.
Questo volumetto del celebre personaggio a fumetti italiano, ideato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani esattamente cinquant'anni fa, vede un team creativo di altissimo livello.
Ad interpretare uno dei tanti soggetti elaborati da Mario Gomboli, attuale direttore della casa editrice e responsabile della testata, nel corso della sua più che quarantennale carriera all'interno dell'Astorina, troviamo infatti la penna di Andrea Pasini.
Questo giovane autore, fiorentino di nascita ma milanese d'adozione, ha scritto una sceneggiatura scorrevole, ricca di sangue e di colpi di scena, come sempre d'altronde quando si parla di Diabolik, che tuttavia non tradisce gli stilemi classici della collana in cui il bene e il male come sempre si fronteggiano.
Oltre agli eroi principali della serie, Diabolik, Eva Kant e Ginko, numerosi personaggi minori, ben definiti e connotati psicologicamente, danno vita ad una vicenda molto originale che terrà il lettore con il fiato sospeso.
Autori dei disegni di quest'avventura infine gli enfants terribles Giuseppe Di Bernardo, che, con la collaborazione di Andrea Cuneo, ha curato le matite dell'albo, e Jacopo Brandi, che si è occupato delle chine.
I due, che per la prima volta si sono cimentati anche nella realizzazione della copertina e del retro del volumetto, sono dotati di un segno e di una costruzione delle inquadrature che, discostandosi dal tratto classico con cui da cinquant'anni è disegnata l'opera e avvalendosi di una grafica più moderna e dinamica, strizza l'occhio ad autori giapponesi come Go Nagai e Masamune Shirow.
Ciò si inquadra nella volontà della casa editrice di svecchiare il personaggio e renderlo appetibile per i lettori più giovani.
Alla luce di quanto scritto possiamo quindi affermare che questo albo è veramente molto bello da leggere e appassionerà sia gli amanti del fumetto che a quelli del buon giallo.

mercoledì 8 febbraio 2012

Supergulp! Ebbene sì, maledetto Carter! (con DVD)

Quello di cui voglio parlare in questo post è un libro, uscito nel 2007, che celbra, con interventi e un DVD allegato contenente alcuni spezzoni della trasmissione, SuperGulp! Fumetti in TV, un programma televisivo dedicato al mondo dei fumetti trasmesso sul Secondo Canale della RAI e creato da Guido De Maria e Giancarlo Governi.

 Autori: Guido De Maria, Giancarlo Governi, Vito Lo Russo, Francesco Guccini
Introduzione: Marco Lupoi
Editore: Magazzini Salani
Anno di pubblicazione: 2007
Pagine: 143
Prezzo: € 16,90


In occasione del 35° anniversario di Gulp! I fumetti in TV, trasmissione andata in onda per la prima volta sulla Rai nel lontano 1972, nell’ottobre del 2007 è uscito nelle librerie "Supergulp! Ebbene sì, maledetto Carter!", un cofanetto edito da Salani in collaborazione con Rai Trade, composto da un libro, con un’introduzione del famoso critico fumettistico Marco Lupoi ed un testo di Francesco Guccini che raccoglie la storia del programma raccontata dai protagonisti, e da un DVD di 60 minuti.

Il supporto video allegato al volume, contiene alcuni “fumetti in TV” apparsi nel corso del programma, con i principali protagonisti: Alan Ford e il gruppo TNT di Max Bunker, le Sturmtruppen di Bonvi, Jak Mandolino di Jacovitti, Corto Maltese di Hugo Pratt, Giumbolo di Guido De Maria e Nick Carter di Bonvi e Guido De Maria.

Per capire l’importanza storica di questo prodotto farò in questa sede un breve accenno al programma e a cosa ha significato per i ragazzi di quel periodo e per il fumetto in Italia.

Nel settembre del 1972 la Rai manda in onda la prima edizione di “Gulp! I fumetti in Tv”, una trasmissione curata da Giancarlo Governi e Guido De Maria che presenta filmati in semi-animazione di alcuni tra i personaggi che popolavano le allora affollatissime edicole italiane come, solo per citarne alcuni, Alan Ford, le Sturmtruppen, Corto Maltese, Cocco Bill e non ultimo il simbolo della trasmissione, l’investigatore Nick Carter, creato per l’occasione dal duo composto da Bonvi, pseudonimo del disegnatore Franco Bonvicini e dallo stesso De Maria.

Con gli anni ai filmati si aggiunsero anche cartoni animati veri e propri acquistati dall’estero.

Dalla Francia arrivarono Asterix e Tin Tin, dagli USA i supereroi Marvel.

Sulla spinta del successo di Gulp!, che si chiamerà SuperGulp! nelle edizioni successive, il fumetto raggiunge vette di popolarità senza precedenti, ma soprattutto conosce una giusta consacrazione culturale grazie anche ad intellettuali illuminati quali, per fare alcuni nomi, Umberto Eco e Oreste Del Buono.

In sostanza “I fumetti in Tv” completarono e diedero eco all’opera fondamentale iniziata in quegli anni sulle pagine delle riviste.

Un altro fatto da sottolineare poi, è che la trasmissione di Guido De Maria e Giancarlo Governi ebbe un enorme successo di pubblico con un audience che ogni sera si assestava sull’ 83%, un ascolto superiore al Rischiatutto di Mike Bongiorno, e, nel 1979, Guido De Maria ricevette proprio per Supergulp! il premio per la Regia Televisiva nel settore TV per Ragazzi.

Nell’approssimarsi del trentacinquennale della trasmissione, Vito Lo Russo, assieme a Governi e De Maria, ha avviato un lungo lavoro di ricerca per riportare alla luce quanto più materiale possibile.

Un lavoro titanico reso molto problematico dal fatto che le puntate venivano registrate allora in uno standard video, il Sony V600, oggi illeggibile.

Per quanto riguarda gli episodi presenti sul DVD, se le Sturmtruppen di Bonvi e il Jak Mandolino di Jacovitti sembrano un po’ risentire del tempo, con i loro ritmi e tempi comici un po’ datati e più consoni alla carta stampata che alle dinamiche televisive, gli altri risultano ancora magnifici e ricchi del fascino dell’epoca, su tutti l’onirica avventura di Corto Maltese.

Straordinario anche il backstage di Nick Carter con un Bonvi incontenibile.

Nel volumetto allegato poi, sono presenti le testimonianze e i ricordi dei curatori, nonché le dettagliate schede dei personaggi ospitati dalle varie edizioni di "Gulp!" e "Super Gulp!".

Alla luce di quanto detto, possiamo quindi affermare che questo cofanetto è davvero da non perdere sia per chi ha visto più di trent’anni fa lo storico programma, sia per chi non avesse avuto modo di vederlo per ragioni anagrafiche ma volesse scoprirlo.

domenica 5 febbraio 2012

Julia

 In questo intervento vorrei presentare ai miei lettori Julia - Le avventure di una criminologa, serie a fumetti creata da Giancarlo Berardi, edita da Sergio Bonelli Editore.

Julia le avventure di una criminologa
"Julia - Le avventure" di una criminologa è il fumetto ideato e sceneggiato da Giancarlo Berardi, famoso papà di Ken Parker, uscito nel ’98 per la Sergio Bonelli Editore.

Il genere a cui appartiene questo fumetto è il noir, che come sempre quando si parla di Berardi è ben condotto e ben documentato.

L’autore infatti, trae spunto da fatti di cronaca nera realmente accaduti e attinge a piene mani dai più aggiornati studi di criminologia, psicologia, psicoanalisi, antropologia sociologia e scienze giuridiche.

Ogni albo della serie è costituito da 130 pagine, rispetto alle 98 dei normali albi della Bonelli.

Questo ha permesso a Berardi di imprimere alle vicende narrate uno stile più “cinematografico” e incisivo.

Modellata graficamente sulle fattezze dell'attrice Audrey Hepburn, Julia vive a Garden City, immaginaria cittadina del New Jersey, nella finzione letteraria situata a meno di un’ora di viaggio da New York.

Insegna criminologia all’università e collabora con la Polizia locale.

Julia Kendal
Nonostante sia fisicamente immediatamente riconoscibile, il lavoro di Berardi per caratterizzare il personaggio sia culturalmente che psicologicamente è stato notevole.
Julia ama la lettura, il suo studio è stipato di libri che non sono soltanto manuali di criminologia, e la musica, nel mezzo del suo salotto c’è un grande pianoforte a coda che suona con grande maestria.
Reduce da un doloroso evento traumatico che ne ha segnato in maniera indelebile la psiche, le sue notti sono perennemente tormentate da incubi, affida le confessioni più intime al suo diario, i cui brani fanno da abituale contrappunto alla narrazione.

Dopo la brusca rottura con il fidanzato, Julia conduce una esistenza da single convinta, con la sola compagnia della gatta Toni e della domestica Emily, modellata sulle fattezze dell'attrice Whoopi Goldberg.
La sua routine quotidiana è divisa fra le lezioni all’università e le sempre più impegnative collaborazioni con il Sergente Ben Irving ed il Tenente Alan Webb, con il quale i rapporti umani e professionali sono continuamente in bilico fra fiducia e conflittualità, anche a causa della inconfessabile “gelosia” di quest’ultimo per il detective Leo Baxter, amico fraterno di Julia e suo valido “braccio destro” nelle indagini più impegnative.

Rari i suoi contatti con la sorella minore Norma, modella di professione con seri problemi di dipendenza dalla droga; frequenti invece le sue visite alla nonna Lillian, ospite in una casa di riposo alla periferia della città.

L’eroina di Berardi mette la sua conoscenza della psicologia umana al servizio della Polizia, contribuendo alla comprensione dei moventi che spingono i criminali ad agire.

Julia spesso si trova a dover contrapporre al decisionismo tipico dei tutori della legge la meditata cura dell’indagine psicologica, cercando di portare alla luce le lacerazioni nascoste anche nell’animo del killer più sanguinario.

Fra tutti i criminali con i quali Julia ha avuto a che fare, spicca in “brillante” negativo la figura di Myrna Harrod, la serial killer omosessuale protagonista dei primi tre albi, la cui cattura ha costituito il pretesto narrativo per giustificare il suo ritorno a collaborare con la Legge.

Myrna Harrod
Per concludere possiamo dire che ciò che fa di Julia un fumetto diverso dai numerosi prodotti che si basano sugli stilemi noir è la maggiore attenzione alla metodologia e alla tecnologia dei moderni corpi investigativi, oltre che alla psicopatologia criminale.
  
Chi c'è dietro Julia....

Breve biografia di Giancarlo Berardi sceneggiatore di fumetti padre di "Ken Parker" e creatore della serie "Julia - Le avventure di una criminologa".

Giancarlo Berardi
Giancarlo Berardi, padre di "Julia - Le avventure di una criminologa" e di "Ken Parker", è nato a Genova il 15 novembre del 1949 ed è considerato come uno dei migliori sceneggiatori del mondo del fumetto.
Stimato come uno dei maestri del genere realistico, in realtà comincia la sua attività come musicista.
Negli anni Sessanta compone, canta e suona con un gruppo chiamato “Gli Scorpioni”.
La musica è una delle sue passioni, insieme alla lettura, al cinema e alla scrittura.
Inizia infatti a frequentare le sale cinematografiche all’età di tre anni, grazie ad un suo parente che faceva il proiezionista.
Il primo romanzo letto da Berardi è stato “L’ultimo dei Mohicani”, un vero e proprio imprimatur, che stimolerà nello sceneggiatore la scelta di scrivere storie western per circa venticinque anni.
Altre circostanze condurranno Berardi alla scelta di intraprendere la strada del fumetto in veste di sceneggiatore, esordendo con una breve storia per la rivista Horror.
In questo periodo stringe amicizia con il disegnatore Ivo Milazzo, rapporto fecondo da cui fuoriesce un lunghissimo sodalizio artistico che dà presto i suoi frutti.
I due per Il Giornalino, creano la figura di Tiki, poi la serie western “Welcome to Springville”, che prende vita sulle pagine di Skorpio.
Insieme danno vita al celebre personaggio western Ken Parker e al detective Marvin, ex attore del cinema muto.
Intanto Berardi scrive alcune storie che hanno come protagonista il celebre detective inglese Sherlock Holmes.
I disegni, un'esperienza che lo stesso Berardi ha definito una grande sfida con se stesso, sono di Giorgio Trevisan.
La sua ultima “creatura”, Julia, è giovane e carina e di mestiere fa la criminologa.
È il primo personaggio femminile con cui Berardi ha a che fare, un’altra sfida, un modo per coltivare il lato femminile presente in ogni uomo.
In omaggio al primo grande amore cinematografico della sua vita, Audrey Hepburn, Berardi le ha regalato tratti estremamente somiglianti alla grande diva degli anni ‘50.
Il mensile, edito da Bonelli, viene lanciato nel 1998 e riscuote immediato successo di critica e di pubblico.
Julia insegna all'università di Garden City, città fittizia poco distante da New York, e collabora, di tanto in tanto, con la polizia.
La ragazza ha un compagno a cui affida tutte le sue impressioni, un diario personale, espediente narrativo scelto dall’autore per approfondire pensieri ed emozioni.
Giancarlo Berardi nel corso della sua lunga attività ha raccolto una lunga e meritatissima serie di riconoscimenti, tra cui il Premio Oesterheld, il Premio Internacional Barcelona de Comics, l’Haxtur e lo Yellow Kid.

domenica 22 gennaio 2012

Bacon – Chicago 1936

Dopo essere stata l'ambientazione ideale per capolavori della storia del cinema come, solo per citarne alcuni, "La Stangata", "Gli Intoccabili" e "Blues Brothers", Chicago vede muoversi per le sue strade uno dei più particolari e divertenti investigatori privati che il fumetto italiano ci ha regalato negli ultimi anni.

Sceneggiatura disegni e copertina: Marco Natale
Editore: Vittorio Pavesio Productions
Data di uscita: Gennaio 2011
N° Pagine: 112
Prezzo: € 14,90

Ambientato in una Chicago anni '30 popolata da animali antropomorfi che incarnano vizi e virtù dell'uomo comune, “Bacon – Chicago 1936” è un libro a fumetti dai toni noir, pubblicato e distribuito sul mercato italiano e francese dall'etichetta editoriale torinese Vittorio Pavesio Productions, scritto e disegnato, con grande attenzione ai particolari e un'ironia non comune, da Marco Natale.
Protagonista della vicenda è Joe Bacon, un maiale investigatore privato che, tra squali manager e gatte prostitute, in un ambiente in cui crimine, economia e politica vanno a braccetto, indaga su un caso di omicidio che lo porterà a smascherare un terribile intrigo.
Accanto a lui, sia dalla parte dei buoni che da quella dei cattivi, si muovono numerosi personaggi di contorno che non sono semplici comprimari che rimangono sullo sfondo ma che hanno una personalità ben sviluppata.
I più importanti e definiti, che contribuiscono a rendere la storia corale e ad arricchirla di sfumature che riconducono a tematiche noir sono: Mari, barista del cuore e anima gemella del protagonista, Pam, sensuale gatta amica di infanzia di Bacon molto sexy e capace di far crollare ai suoi piedi ogni maschio, il boss della mafia di Chicago Cayman, il suo tirapiedi Fayne e il più ricco imprenditore cittadino di carne in scatola Shark.
Come in ogni racconto hard boiled che si rispetti poi, è presente un colpo di scena, di cui non svelerò di più per non togliere la sorpresa a chi vorrà leggere il volume, legato a un personaggio minore.
Parlando della realizzazione di quest'opera, una particolarità che riguarda questo libro sta nel fatto che le tavole che lo compongono sono state realizzate soltanto a matita con uso in qualche caso della mezza tinta.
Questo metodo, che a un primo sguardo può sembrare molto disordinato e approssimativo, rende invece omaggio all'arte e al cinema americani degli anni '30 facendo risaltare la contrapposizione tra la cupezza la sporcizia e la durezza delle ambientazioni e la morbidezza dei tratti che caratterizzano gli attori della vicenda.
Un'altra caratteristica che rende questo volume simile a un film muto sono le introduzioni scritte alle varie parti della storia.
Le illustrazioni di autori vari che rendono omaggio al protagonista, che si trovano alla fine dell'avventura, contribuiscono infine a dare ulteriore fascino ad una lettura che appassionerà in ugual misura gli amanti del buon fumetto e i lettori di romanzi noir e hard boiled.